1 Novembre, 2009

Scatta l’ordinanza anti-lavavetri a Roma

Lavavetri, a Roma scatta l’ordinanza

Oggi i primi controlli, domani divieto a regime

di Simona Tagliaventi

ROMA – Entrerà in vigore l’ordinanza sui lavavetri e i giocolieri emanata dal Comune di Roma. Si comincia con i controlli dei vigili urbani per poi entrare a regime da domani. “Mi aspetto un risultato di lotta al degrado e un risultato per scoprire i retroscena di questo fenomeno – ha detto il sindaco Gianni Alemanno – perché con questo intervento noi permetteremo di far emergere un racket, se questo racket come noi pensiamo esiste. Faremo così emergere – ha aggiunto – i problemi di chi è costretto a vivere pulendo i vetri alle macchine, cosa che spesso viene anche imposta ai cittadini. E di pari passo vogliamo lavorare anche per ottenere una migliore vivibilità per i cittadini. Sottolineo però che non facciamo questo solo per i cittadini ma anche per combattere – ha concluso Alemanno – un modo di vivere che è francamente inadeguato a una città come Roma”. Lunedì scenderanno in campo 25 pattuglie della polizia municipale che passeranno al setaccio gli incroci più frequentati da lavavetri e giocolieri.

“Oggi – ha spiegato il comandante dei vigili urbani, Angelo Giuliani – inizieremo i primi controlli anche in virtù del fatto che si tratta di una giornata festiva. Da domani il servizio andrà a pieno regime con l’utilizzo di 25 pattuglie che passeranno al setaccio gli incroci più frequentati da lavavetri e giocolieri”. Le forze da mettere in campo, però, “saranno definite – sottolinea il comandante – una volta misurata l’efficacia dell’intervento per poter tarare il servizio secondo le necessità”. Ai lavavetri e ai giocolieri, spiega Giuliani, “verrà comminata una multa di 100 euro, sequestrata l’attrezzatura e si provvederà alla verifica della regolarità dei documenti in possesso delle persone che controlleremo. Per quanti vorranno essere aiutati o assistiti perché in condizioni particolarmente disagiate, il Comune ha messo a disposizione e attivato le strutture per la loro eventuale accoglienza”.

“A questo punto la questione lavavetri diventa marginale. E’ la solita foglia di fico per coprire problemi più grandi. Roma é una città in cui la gente muore in carcere, vedi il caso Cucchi, dove le periferie sono sempre più invivibili, e dove sta montando un clima di intolleranza verso gli stranieri”, ha commentato il senatore del Pd Roberto Di Giovan Paolo. “Condivido pienamente le parole del sindaco Alemanno. Il provvedimento rappresenta un ulteriore passaggio per portare la sicurezza e il decoro a Roma a un livello qualitativamente più alto e scardinare quel racket dei semafori che da anni attanaglia la città”, ha detto invece il presidente della commissione Sicurezza del Comune Fabrizio Santori (Pdl). Nei giorni scorsi il gruppo provinciale di Sinistra e libertà aveva affisso su alcuni semafori della capitale alcuni volantini in inglese e bengalese per informare gli immigrati degli effetti dell’ordinanza comunale.

da ANSA.IT

12 Ottobre, 2009

A Seveso debuttano le ronde contro le cacche dei cani

Le ronde padane sono ancora ben al di là da venire. In compenso, Seveso ha inaugurato le prime ronde contro le cacche dei cani. Proprio così: avete letto bene. In questi giorni è partita la seconda fase di “Non farmi vergognare! Raccogli sempre la mia cacca”, la campagna di sensibilizzazione per la raccolta degli escrementi dei cani da parte dei proprietari.

Dopo la distribuzione dei volantini avvenuta durante l’ultima fiera venatoria e l’affissione dei manifesti nelle scorse settimane, la campagna è entrata nel vivo con una sorta di verifica della situazione “via per via”.

Grazie alla collaborazione tra la Polizia Locale e l’Ufficio Ecologia, infatti, è in corso il monitoraggio della situazione rispetto all’incivile pratica di non raccogliere gli escrementi dei cani. Un operatore della Polizia Locale e uno dell’Ufficio Ecologia stanno verificando il rispetto dell’ordinanza che obbliga i proprietari dei cani ad avere idonea attrezzatura per la raccolta degli escrementi (bisogna avere almeno il sacchetto).

Il primo sopralluogo ha interessato le vie del centro e ha evidenziato, purtroppo, l’incivile abitudine di far fare la cacca ai cani nelle aiuole come se fosse lecito e normale. Non è così! Non si deve pensare che il verde nella Città sia un bagno pubblico per i cani. “Usare” le aiuole è un gesto da far vergognare persino i cani.

“Condividiamo il pensiero espresso dal cane del manifesto – afferma il Sindaco dottor Donati – perché siamo convinti che i cani si vergognano veramente dei loro padroni quando questi hanno comportamenti incivili. Avere un cane è un gesto di responsabilità sia nei confronti del cane stesso che dell’intera comunità. Non si può dire di amare e rispettare un cane se poi non ci si preoccupa del rispetto del decoro della città. – ha concluso il Sindaco -”.

I trasgressori saranno puniti con le sanzioni da € 25,00 a € 150,00 previste dall’Ordinanza sindacale n. 131/2006. Durante i controlli sarà chiesto ai padroni dei cani di dimostrare di avere gli strumenti idonei per la raccolta degli escrementi. In caso contrario scatteranno le sanzioni previste dall’ordinanza n. 131/2006.

da mbnews

12 Ottobre, 2009

Sulmona, la rivolta dei pub. Assediata la casa del sindaco

Pub e bar devono chiudere all’una di notte, cioè un’ora prima rispetto agli orari a cui era abituata la movida di Sulmona.
In città si è scatenata la rivolta contro l’ordinanza del sindaco, Fabio Federico.
Centinaia di persone si sono radunate in piazza Capograssi per protestare contro il diktat del primo cittadino, entrato in vigore da venerdì.
L’associazione promotrice della manifestazione “Giro di vento” ha definito inaccettabile il provvedimento, che prende di mira anche chi vuole tenere i tavoli fuori dal locale dopo la mezzanotte.
Il sindaco ha chiamato le forze dell’ordine per placare gli animi che chiedono: «Una città che pretende di essere una pregiata località turistica non può vivere con lo spauracchio del coprifuoco notturno».

da blitzquotidiano

9 Settembre, 2009

Bologna writer condannato all’esilio

Il foglio di via a un writer

Allo studente comasco è arrivato l’avviso, a breve sarà esiliato da Bologna

di Alessandro Cori

I writers ora rischiano di essere cacciati via dalla città. La Questura, infatti, sembra aver scelto di punire severamente chi imbratta i muri sotto le Due Torri. Uno studente del collettivo universitario Copyriot, denunciano gli attivisti dell´Onda, due giorni fa si è visto recapitare l´avviso del questore, Luigi Merolla, che lo informava dell´avvio di un procedimento che potrebbe portare a un foglio di via: ovvero il provvedimento che ordina di allontanarsi da Bologna perché si è ritenuti pericolosi oppure non si ha reddito e altri mezzi di sostentamento.

L´alunno dell´Alma Mater, 21 anni originario di Como, tra un paio di mesi – prima che il foglio di via diventi esecutivo ci sono 60 giorni di tempo in cui possono essere presentate memorie difensive – potrebbe essere costretto a lasciare la città da un minimo di sei mesi fino ad un massimo di tre anni. Il ragazzo, a luglio, è stato denunciato per imbrattamento, dopo essere stato sorpreso in via Berti a tracciare una scritta di solidarietà per i quattro ragazzi dell´Onda arrestati dopo i disordini del G8 torinese. Il ventunenne è anche uno dei 9 accusati dalla Procura di resistenza a pubblico ufficiale per l´assedio al Rettorato del 30 giugno e la Questura fa sapere che in soli due anni ha collezionato 14 denunce.

L´Onda però protesta, considera il provvedimento una «risposta repressiva» in vista dell´inizio del nuovo anno accademico e in una nota promette di tornare presto a farsi sentire. Anche l´avvocato che assiste il ragazzo, Marina Prosperi, è pronta a dare battaglia. «Nel provvedimento del questore si fa riferimento unicamente alla denuncia per imbrattamento. Raccoglieremo tutta la documentazione necessaria per dimostrare che il ragazzo qui ha una vita e studia. Certo, considerando la giovane età e il fatto che è incensurato – conclude Prosperi – si tratta di una misura che definirei eccessivamente

da La Repubblica

7 Settembre, 2009

Caserta: il sindaco dice stop ai fumatori nei parchi

Tempi duri per i fumatori casertani. Il sindaco Nicodemo Petteruti ha infatti emesso un’ordinanza che sancisce il divieto di fumo nei parchi pubblici. Chi viola la norma dovrà pagare una multa compresa tra un minimo di 25 euro e un massimo di 500 euro.

Lotta al fumo passivo – Con questo provvedimento il primo cittadino di Caserta intende tutelare la salute dei bambini e limitare i danni causati dal fumo passivo. A supporto della decisione – si legge nell’ordinanza – i dati del Ministero della Salute, secondo cui il fumo di tabacco risulta essere al secondo posto come causa di morte, dopo l’ipertensione arteriosa.

L’eccezione – Il divieto di fumo non riguarda gli «spazi immediatamente adiacenti alle sedi associative, purché utilizzati da soggetti di maggiore età»: vale a dire che nei circoli ricreativi per anziani si potrà fumare liberamente. Si potrà opporre ricorso contro il provvedimento al Tar della Campania entro 60 giorni dalla pubblicazione.

da julienews.it

20 Agosto, 2009

Albisola: movida “rumorosa”, divieto ai pedoni non residenti

di Antonella Granero

L’impossibile convivenza tra movida e residenti è sfociata ad Albisola in un divieto radicale: fatta eccezione per i residenti, nessuno potrà entrare nel centro storico dalle 3 alle 6 del mattino di tutti i sabato e domenica . Neppure i pedoni. L’ordinanza è ora al vaglio del prefetto e – se non ci saranno intoppi – dovrebbe entrare in vigore la prossima settimana. Chiamalo, se vuoi, coprifuoco: se non è una guerra, il significato non gli è poi così lontano.

È uno strano cortocircuito quello che va in scena nell’estate di grazia 2009, in Riviera. Il senatore Franco Orsi – doppietta accanita, divenuto una “celebrità” nazionale per la proposta di concedere licenza di caccia ai sedicenni – si è ritrovato la querelle sul groppone non appena eletto sindaco. Da un lato della barricata alcuni locali del lungomare tra i più amati della movida rivierasca. Dall’altra i residenti stufi di rumori, schiamazzi e vandalismi prolungati sino all’alba. Spinte diverse, diversissime, difficili da conciliare, tanto più in un territorio striminzito (e incapace di scegliere) dove tutto e il contrario di tutto sono costretti a convivere in fazzoletti di pochi metri. Ma il banco è saltato di fronte a due tendenze sempre più marcate: quella “Cafonal” (faccio quello che mi pare) e quella “Intolerance” (mi dai fastidio anche solo se respiri).

ll fiorire di ordinanze che “divieta” l’estate ne è il frutto avvelenato: l’ultima perla è quella di Orsi. A qualcuno appaiono sempre più bislacche. Per altri, chi ha una ricetta migliore alzi la mano. A chi dar torto?

da IL SECOLO XIX

L’ordinanza è poi entrata in vigore e le polemiche e le proteste continuano.

La prima notte è andata via con molti curiosi, pochi passanti con voglia di trasgredire e polemiche politiche. Qualche fischio, molti curiosi e polemiche.

Luigi Cameirano del Pd: «Un flop e non si capisce la mappatura: escluso dai veti il bar di un assessore…». I colleghi sindaci si sono dichiarati contrari: «Non si risolve il problema vietando le strade». I residenti soddisfatti.

Insoddisfatti, invece, gli aderenti al gruppo nato sul social network Facebook, sotto il titolo “Protestiamo contro un divieto che si avvicina al fascismo”.

20 Agosto, 2009

A Capriate guerra al kebab e ai phone center

KEBAB VIETATI IN CITTADINA BERGAMASCO

BERGAMO – A Capriate San Gervasio, un piccolo centro di 7.400 abitanti in provincia di Bergamo, un’ordinanza fa scoppiare una specie di faida del kebab. La giunta, a guida leghista, ha infatti dichiarato guerra ai kebab e ai phone center “indecorosì nel centro, scatenando le polemiche. Per alcuni è una discriminazione, per il sindaco è solo una questione di decoro urbano.

La decisione, presa circa un mese fa, vieterebbe di aprire locali (soprattutto per la vendita di kebab e phone center) in alcune strade del centro cittadino. Il sindaco Cristiano Esposito, però, non ci sta e parla di strumentalizzazione montata ad arte per criticare l’operato della sua giunta. “Si tratta di una delibera che risale a un mese fa ‘ – spiega il primo cittadino ‘ – e che abbiamo adottato con il solo obiettivo di preservare i centri storici di Capriate, San Gervasio e Crespi d’Adda prima di tutto dal punto di vista urbanistico, poi da quello della sicurezza e dell’ordine pubblicò”. Il divieto di aprire “kebab o simili” nel provvedimento firmato dalla giunta leghista c’é, ma secondo il sindaco della cittadina sull’Adda, non esiste alcuna discriminazione razziale: “Abbiamo preferito adottare una delibera di questo tipo – prosegue Esposito – cercando di prevenire il problema, per poi non ritrovarcelo sul piatto, com’era già capitato circa tre anni fa con un phone center.

Il problema non è rappresentato dagli imprenditori extracomunitari, la delibera vale anche per gli italiani che decidessero di aprire un pub o una grossa pizzeria in pieno centro. Si creerebbero problemi di parcheggio e di sovraffollamento del borgo storico ed è questo che noi vogliamo evitare”. A fare arrabbiare le minoranze in consiglio comunale, però, é stato il preciso riferimento ai kebab: “Lo ripeto – riprende Esposito – non c’é alcuna discriminazione razziale, abbiamo voluto specificare meglio alcune tipologie di attività che, sentendo anche gli amministratori di altri paesi, in genere danno più problemi di sicurezza e ordine pubblico per via delle loro frequentazioni”. Per aprire un locale a Capriate, dunque, bisognerà fare i conti con la giunta comunale. Il divieto, comunque, sarà categorico all’interno dei centri storici, non in periferia: ‘Se le richieste arrivano per altre zone, piu’ sicure e in grado di sostenere il carico urbanistico delle attività – conclude il sindaco – ne parleremo”. 

da ANSA

28 Luglio, 2009

PORDENONE: ORDINANZA DEL SINDACO, VIETATO FERMARSI PER DUE IN STRADA

(ASCA) – Pordenone, 28 lug – Il sindaco di Pordenone, Sergio Bolzonello (Pd), con un’ordinanza ha vietato gli assembramenti di due persone nel centro cittadino che ostacolano la fruizione degli spazi pubblici da parte di altri cittadini. La zona interessata e’ compresa fra piazza Costantini, via don Stuzo, via Rovereto e piazzale Duca d’Aosta. L’ordinanza prevede multe da 25 a 500 euro ed e’ applicata in via sperimentale fino al 31 dicembre.

L’ordinanza del sindaco vieta il consumo di bevande alcoliche in luoghi pubblici sia di giorno che di notte, a eccezione degli spazi riservati agli esercizi pubblici. Un provvedimento, ha spiegato il sindaco, che ”riguarda solo una ristretta area della citta’, un 150-200 metri quadrati del centro, che si e’ resa necessria per il grave stato di degrado della zona”.

ASCA

21 Luglio, 2009

Panchine, a Sanremo seduti solo con la carta d’identità

21 luglio 2009 Paolo Isaia

Dopo le proteste per la fontana e gli scalini “vietati” in piazza Colombo, il sindaco Maurizio Zoccarato corregge il tiro. Da oggi, per bambini al di sotto dei 12 anni e per gli over 60 sarà infatti possibile tornare a sedersi sul bordo delle fontane della piazza, così come sugli scalini del solettone. Che rimangono ancora vietati, quindi, a chi ha un’età che va da 13 a 59 anni. Ora la polizia municipale, in caso di dubbio – bambini che sembrano più grandi o anziani che dimostrano meno dei loro anni – dovrà chiedere la carta di identità.

Sempre oggi potrebbe essere un giorno decisivo per la battaglia sui decibel tra i gestori dei locali di piazza Bresca e piazza Sardi e i residenti. Alle 11, in sala giunta, l’assessore alle Attività produttive Giulio Ghersi cercherà una mediazione tra le due parti. «In questa vicenda l’unica possibilità è ricorrere al buon senso, con l’obiettivo di fare andare d’accordo sia i titolari di bar, pub e ristoranti, sia chi, in quelle due piazze, vive e vorrebbe stare più tranquillo. Ho letto gli esposti presentati dai residenti in questi anni, certo non è un problema di facile soluzione, ma da qualche parte bisogna cominciare a gettare le basi. E spero che accada nell’incontro in sala giunta».

Da parte sua, il sindaco Zoccarato tiene a ringraziare i gestori perché contribuiscono a tenere viva la città, dall’altra gli stessi abitanti di piazza Sardi e piazza Bresca per la loro pazienza: anche le proteste sono sempre state civili.

Diverso il caso del degrado dovuto al comportamento non proprio educato di molti clienti dei locali. Al mattino, gli abitanti lamentano di dover fare lo slalom tra bottiglie, lattine e cartacce, spesso lasciate sui motorini parcheggiati in via Nino Bixio, utilizzati come poltrone. «Ho riferito la questione all’assessore all’Ecologia Antonio Fera, affinché vengano adottati i provvedimenti del caso, dando alle due piazze l’attenzione che meritano per quanto riguarda la pulizia». Più difficile sarà punire chi le sporca. In questo caso si pensa ad un intervento diretto dei gestori, attraverso una campagna di sensibilizzazione mirata a evitare quei gesti di maleducazione che in altre località ben più celebri di Sanremo per la “movida” non si vedono.

da IL SECOLO XIX

18 Luglio, 2009

E ci siamo giocati pure la Spagna

VACANZE
Niente sesso e pioggia di divieti:
è finita la “fiesta” sulle spiagge spagnole
Anche la Costa del Sol si piega alla tolleranza zero

BARCELLONA – Da spiagge «libertine» a litorali pieni di divieti. Da sempre la costa del Sol e le altre regioni turistiche della Spagna sono invase dai milioni di vacanzieri europei, attratti dall’immancabile «fiesta» e da uno stile di vita rilassato e tollerante. Ma quest’anno chi è in vacanza nella penisola iberica ha notato che qualcosa è profondamente cambiato. Non solo la polizia locale ha dichiarato guerra alla criminalità organizzata, ma numerosi comuni iberici hanno introdotto una serie di divieti e di regole che faranno storcere il naso a parecchi villeggianti. In alcune importanti località turistiche sono state approvate norme che puniscono con multe salate i turisti che fanno sesso in spiaggia, che suonano la chitarra in riva al mare e che fumano e bevono alcool sdraiati sui litorali spagnoli. Infine in altre città iberiche sarà costretto a pagare una sanzione pecuniaria persino chi aprirà l’ombrellone in orari insoliti.

DIVIETI – Il Times di Londra elenca i principali divieti che da quest’anno potrebbero rendere la vacanza dei turisti europei meno divertenti. Ad esempio a Salobrena, comune della provincia di Granada, chi ascolta la radio sulla spiaggia può essere multato fino a 300 euro, mentre chi organizza un barbecue senza permesso sui lidi della città incorre in una sanzione che può costare anche 3000 euro. I turisti che vogliono evitare la multa, devono chiedere l’autorizzazione alla polizia almeno una settimana prima e pagare una cauzione di 70 euro. Sui lidi di Valencia invece sono banditi cani e gatti, è proibito ascoltare musica senza le cuffie e si può bere alcol solo in determinate zone della spiaggia. Lourdes Bernal, consigliera comunale della città spagnola, non accetta l’accusa di «guastafeste» e a chi protesta contro queste nuove norme restrittive, risponde serafica: «Certamente non multeremo chi beve una sola birra».

MULTE – Ci spostiamo più a nord, verso la Costa Brava, ma la situazione non cambia. I divieti sono sempre i protagonisti. Sul litorale di L’Escala, in Catalogna, è vietato fumare, mentre nella vicina Tossa de Mar chi sarà beccato a fare sesso sulle spiagge della città dovrà mettere mano al portafoglio. C’è da dire che questa decisione ha provocato l’ira dei cittadini locali e di numerosi turisti che hanno organizzato anche una manifestazione notturna per protestare contro la nuova norma. Il comune di Benidorm, «la città del sole e della sangria», ha deciso di chiudere l’accesso alle spiagge da mezzanotte fino alle 7 del mattino. Chiunque sarà trovato sui lidi nelle ore «proibite» dovrà pagare una multa di 750 euro. Ma i divieti di Benidorm non finiscono qui: si giocherà a pallone solo in zone specifiche (multe di 120 euro per i trasgressori), non si potrà scendere in spiaggia con cani e gatti (la sanzione per chi viola la norma è di 250 euro), non si lascerà l’ombrellone sul lido di notte (multa di 150 euro) e infine niente alcol in spiaggia (sanzione fino a 300 euro). Charles Svoboda, membro dell’ associazione “No Abusos Urbanisticos” non sembra d’accordo con il nuovo corso delle città spagnole e dichiara al Times di Londra: «Questo paese è passato da una situazione in cui non esisteva alcuna regola a quella opposta dove ci sono troppi divieti. Forse le nuove norme e le sanzioni faranno crescere gli introiti dei comuni in questo periodo di recessione».

Francesco Tortora
18 luglio 2009

da Corriere.it