È emergenza vera, corriamo ai ripari con un’ordinanza e una campagna massiccia di derattizzazione».
Sul banco un’ordinanza del sindaco – già pronta (verrà firmata tra non più di due settimane) – e un impegno del Comune che non ha precedenti, 95 mila euro, per rivoltare la città ed eliminare almeno il 40-50 per cento dei suoi piccoli-grandi (e mai così numerosi) problemi a quattro zampe.
Uomini e topi, genovesi e roditori, la guerra vera sta per iniziare.
Cinque-sei segnalazioni al giorno, alcune anche molto allarmanti, parlano di incontri sempre più ravvicinati, di esemplari sempre più aggressivi. E gli interventi “a macchia di leopardo” non servono più, la situazione se non è scappata di mano poco ci manca. Da qui la decisione di passare alle soluzioni drastiche. «Siamo coscienti del fatto che l’eccessiva presenza di roditori nella nostra città sia una delle prime emergenze da affrontare – dichiara senza mezzi termini l’assessore alle Politiche per gli animali Maria Rosa Zerega – per questo non stiamo a guardare, e lanciamo una derattizzazione massiccia che non viene eseguita da tre-quattro anni». L’ultima operazione di questo genere risale infatti al periodo tra la fine del 2004 e l’inizio del 2005, poi si è proceduto solo ad amministrare il poco denaro a disposizione per tamponare le situazioni più critiche. «Oggi ci troviamo di fronte a un’emergenza che va da Voltri a Nervi e sale lungo le due vallate – spiega Paolo Albonetti, biologo e direttore dell’Ufficio animali critici del Comune – riceviamo segnalazioni da parte di cittadini che li incontrano per strada di giorno o che se li vedono uscire dai cassonetti quando alla sera portano la spazzatura. In alcuni punti della città sappiamo della presenza anche di due o tre colonie, vale a dire diverse decine di roditori». Da spavento anche le “misure” degli individui, che possono raggiungere anche i 400 o 500 grammi di peso, praticamente sono grandi come gatti o conigli.
Quindi, l’ordinanza. Il provvedimento del sindaco scatterà a settembre, in modo da avviare la maxi-campagna – della durata di tre mesi circa – alla fine del mese prossimo. «Il piano di contenimento agirà su tutta la città, e mentre col finanziamento messo in campo il Comune provvederà ad apporre esche nei luoghi pubblici, nelle strade e vicino alle scuole, negli spazi aperti, anche ai privati verrà demandato il compito di effettuare una propria disinfestazione», chiarisce la Zerega.
Tutti i condomìni – e secondo il Comune ce ne sarebbero diversi che non svolgono questo compito da anni – dovranno pertanto bonificare le aree di propria pertinenza, così come le aziende e i privati. L’ordinanza coinvolgerà anche enti come l’Autorità portuale e l’Aeroporto, Trenitalia per le stazioni e gli altri enti locali per gli spazi di propria competenza. Chi non rispetterà l’ordinanza, potrà incorrere in una contravvenzione salata.
Uomini e ratti si gioca soprattutto nella città vecchia. Ma non solo. Le colonie che stanno creando più problemi sono in via della Posta Vecchia ma anche in via Bertani, in via Garibaldi come sulla scogliera di Nervi (vedi sopra il dettaglio dei punti critici). Attorno a via Rolando e via Sestri, a Sampierdarena e Sestri, furono i lavori per la pedonalizzazione delle due strade a originare spostamenti e frequenti apparizioni di ratti. In altre aree, come vicino ai rivi sopra l’Aurelia, a Quinto, è difficile intervenire a causa della presenza di altri animali – come le papere – che potrebbero ingerire il veleno. Sopra Villa Rosazza, a Dinegro, i topi camminano notte e giorno, sul lungomare di Pegli l’estate e i gelati caduti a terra foraggiano i muridi e fanno esplodere i mugugni.
Ma il problema più ingente è e rimane quello dei Parchi di Nervi. Qui vive la colonia più grande della città, che ormai ha imparato a coabitare con gli scoiattoli. Quindici dei 95 mila euro stanziati serviranno proprio per tentare di risolvere questa emergenza. «Non sarà facile – chiarisce Albonetti – il ratto è un roditore, lo scoiattolo pure. Agiremo sulle tane, “portando in casa” dei topi le esche avvelenate e cercando di salvaguardare gli scoiattoli».

1 Commento
29 Ottobre, 2008 alle 10:51 pm
La derattizzazione che si basa su spargimento di veleni, non solo costituisce un SERIO pericolo per la salute umana, per l’ambiente e la biodiversità, ma a lungo termine risulta del tutto INUTILE.
Esistono altri metodi, forse richiedono un minimo di collaborazione e cultura da parte della gente, ma bisogna usarli… altrimenti tra 30 anni il pianeta sarà una pattumiera, per colpa degli uomini, non dei topi!