L’Italia, il Paese dove divertirsi è vietato

«Turisti attenti: se una cosa è divertente, l’Italia ha una legge che lo vieta»: con questo titolo il quotidiano inglese “Independent on Sunday” commenta la «tempesta di nuove regole e regolamenti che rischiano di trasformare il Bel Paese nel più grande stato-babysitter».

«Gli stranieri inconsapevoli rischiano pesanti multe se fanno cose che sono perfettamente legali da qualsiasi altra parte del mondo, eccetto in quella città o paese dove si trovano – scrive il giornale -. A Genova, per esempio, è ora illegale camminare per strada con una bottiglia di vino o una lattina di birra. A Roma è ok, ma se ti sdrai sotto un pino o sui gradini di piazza di Spagna per berla, o solo per mangiare un sandwich, il tuo comportamento “indecoroso” può essere penalizzato. Lo stesso se il tuo snack all’aria a aperta è seguito da un sonnellino».

Il giornale elenca molte delle ordinanze di quest’estate, e ricorda: «Il governo di Silvio Berlusconi può essere stato il primo al mondo a introdurre il ministero della Semplificazione con il compito di identificare ed abolire leggi inutili, ma nell’interesse di una maggiore democrazia a livello locale e della sicurezza, il suo ministro dell’Interno Roberto Maroni ha consentito a migliaia di fiori legali di sbocciare. Molte di queste ordinanze non verranno probabilmente mai fatte rispettare, ma sarà una scarsa consolazione per colui che dava da mangiare ai piccioni, che avrà una pesante multa tra i suoi souvenir delle vacanze».

da Il Secolo XIX

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diarioelettorale

Webmaster, divulgatore e commentatore non compulsivo.

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