Lavagna e Chiavari per l’ordinanza antilucciole, arrivano le multe.

Prime “vittime” delle ordinanze dei Comuni di Lavagna e Chiavari sulla scorta del decreto Maroni per scoraggiare la prostituzione di strada. A Lavagna, domenica sera, un turista milanese di 38 anni stava contrattando una prestazione con una “lucciola”, quando è stato sorpreso dai carabinieri del nucleo radiomobile di Sestri Levante, che gli hanno inflitto una contravvenzione di 250 euro, quanto previsto dal provvedimento entrato in vigore il 13 agosto a firma del sindaco lavagnese, Giuliano Vaccarezza. L’uomo è stato denunciato anche per guida in stato di ebbrezza.

Sull’altra sponda dell’Entella, invece, le sanzioni hanno colpito solo le belle di notte. Venute immediatamente a conoscenza dell’ordinanza varata dal Comune di Chiavari la mattina dopo Ferragosto, la sera stessa si erano concesse un “turno di riposo”: le verifiche del commissariato di polizia a poche ore dalla firma dell’ordinanza avevano infatti dato esito negativo. Tanto che, sabato notte, le prostitute sembravano letteralmente scomparse dalle strade chiavaresi. Ma la serata successiva, tornate a occupare i posti abbandonati in precedenza nell’area tra la stazione ferroviaria e il ponte sull’Entella, non sono sfuggite alla rete tesa dalla polizia municipale tra le 22.30 e le 24: in sei, una dopo l’altra, sono state fermate e multate di 300 euro. Si tratta di quattro romene, un’albanese e una tunisina: quattro erano in attesa sui marciapiedi tra corso Assarotti e corso De Michiel, una è stata sorpresa in via Bontà e una in via Trieste. Con la contravvenzione nella borsetta, le sei donne si sono ritrovate poco dopo mezzanotte lungo la vecchia Aurelia a discutere dell’accaduto: dopo un rapido conciliabolo, hanno deciso il “rompete le righe” e sono tornate a casa.

Ieri, alla notizia delle prime multe, è scattato il dibattito tra i lettori del sito Internet del Secolo XIX (www.ilsecoloxix.it). E c’è stato anche chi (come l’internauta che si firma Franco, Italia) si è rivelato un autentico esperto di contromisure a questo genere di sanzioni. «Che avvengano i rispettivi ricorsi fino al Giudice di Pace – ha scritto – segnalando l’eventuale assenza di un cartello informativo in merito, come previsto dall’articolo 5 comma 3 del Codice della Strada, dichiarando nell’eventualità che i fatti previsti dal Decreto Attuativo Ministeriale all’articolo 2 lettera E, cioè, intralcio al traffico e contrasto alla pubblica decenza, non sono sussistiti e infine chiedendo al detto magistrato di sollevare la questione di legittimità costituzionale delle norme che hanno permesso i nuovi poteri ai sindaci i quali sono in contrasto con gli articoli 70 e 117 secondo comma lettera H della Costituzione Italiana».

da Il Secolo XIX

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diarioelettorale

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