Liguria: ubriachi ma a piedi, comunque multati

Rischiano di dover pagare fino a trecento euro di multa due ventenni che, mercoledì sera, sono stati multati dalla polizia per ubriachezza.

Non erano in macchina ma a piedi, anzi sdraiati in un giardinetto pubblico di Cavi di Lavagna: usciti dalla serata in discoteca, erano talmente ubriachi e pieni di alcol da non riuscire più a reggersi sulle gambe. Per questo, l’unica cosa che potevano fare era rimanere un po’ sdraiati. Niente di male, pensavano. Invece no. Perché anche se l’ubriachezza è un reato depenalizzato dalla fine degli anni Novanta (col vecchio codice penale, era punito con l’arresto fino a sei mesi), resta comunque tra le sanzioni amministrative che la polizia può comminare a sua discrezione.

E questo è successo mercoledì sera a Cavi di Lavagna, nell’estate dei divieti del Tigullio: dal divieto di vendere alcol disposto dal sindaco di Sestri Levante per evitare la festa hawaiana Hanoa – Hanoa, alle ordinanze emesse dai sindaci di Chiavari e di Lavagna per scoraggiare la prostituzione sulla strada. A Lavagna è vietato fermarsi con le prostitute (la multa per chi contravviene al divieto è di 250 euro), a Chiavari è vietato anche per le prostitute stazionare in strada: qui sia i clienti sia le “lucciole” rischiano un verbale da 300 euro.

La polizia di Chiavari, che ha elevato le contravvenzioni per ubriachezza, nega che quello dell’altra notte sia l’ennesimo segnale del giro di vite in atto nel Tigullio contro la movida notturna e i suoi effetti collaterali. «È una contravvenzione prevista dalla legge – dice il dirigente del commissariato di polizia, Giampiero Bove – la applichiamo quando riteniamo che sia il caso di farlo. Come appunto l’altra sera».

Tuttavia, a tornare indietro con la memoria, non si ricordano molti casi del genere nel Tigullio e, a una rapida rassegna della materia a livello nazionale, le contravvenzioni per ubriachezza, sono davvero un numero limitato. Viene anche spontaneo domandarsi come viene accertata l’ubriachezza. «Certi sintomi sono evidenti – prosegue il vicequestore Bove – alito fortemente alcolico, linguaggio sconnesso, stato confusionale, equilibrio precario». Come detto, nel caso di mercoledì notte, l’equilibrio mancava del tutto. Per questo è scattata la multa.

Tutto è successo verso le tre, quando i due giovani erano appena usciti dalla discoteca insieme a un nutrito gruppo di amici. Anche gli altri ragazzi sembravano aver esagerato con il bere, ma non erano ubriachi quanto gli amici. Per questo hanno evitato le multe. Per ora, almeno.

Francesca Forleo
da Il Secolo XIX

Pubblicato da

diarioelettorale

Webmaster, divulgatore e commentatore non compulsivo.

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