Alcamo: “Affetta da favismo”, una ordinanza vieta la coltivazione di legumi

Con una apposita ordinanza sindacale, il sindaco di Alcamo (Trapani), Giacomo Scala ha vietato la coltivazioni di fave, piselli ed altri legumi nel raggio di 300 metri dalla abitazione in cui risiede una donna affetto da “favismo”.

Risultati scientifici ormai consolidati dimostrano che il “favismo” è determinato da una alterazione genetica che codifica l’anomalia strutturale dell’enzima glucosio fosfato deidro-genasi (deficit di G6PDH), con conseguente rottura dei globuli rossi e crisi emolitica.

Rilevato, quindi, che la coltura di fave-piselli e fagioli in prossimità dei luoghi che la donna frequenta costituisce occasione di nocumento, nonché grave pericolo, in considerazione del fatto che una eventuale crisi emolitica può avere anche conseguenze letali, e ritenuto che la libera iniziativa economica, e non, dei privati possa e debba essere ristretta per motivi gravi di interesse generale e dato atto che l’esigenza di tutelare la salute pubblica, ancorché di un unico soggetto, costituisce di per se interesse generale da soddisfare, il sindaco Giacomo Scala, ha emesso la relativa ordinanza.

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Pubblicato da

diarioelettorale

Webmaster, divulgatore e commentatore non compulsivo.

3 pensieri riguardo “Alcamo: “Affetta da favismo”, una ordinanza vieta la coltivazione di legumi”

  1. Mi chiedo: che colpa hanno gli agricoltori se la signora è affetta da favismo?
    Perchè devono pagare per colpe che non hanno commesso?
    Se l’abitazione della signora è inserita in un contesto agricolo in cui è rilevante la contivazione di tale tipi di leguminose, sarebbe opportuno trasferire la signora in altra abitazione e non danneggiare gli agricoltori che da tale tipo di coltivazione traggono il loro magro sostentamento.

  2. perchè dovrebbero spostare chi a il deficit del favismo mia figlia ha solo 2 anni e a 8 mesi la stavamo perdendo,i miei vicini nn hanno detto di no a toglere la coltivazione di fave ci sono persone che capiscono il dolore deg’altri no come il signor.VITo

  3. Purtroppo molte persone confondono il favismo con le piu’ comuni allergie (graminacee, ecc.) in cui te la cavi con un raffreddore.. non capiscono che si tratta di una vera e propria malattia-rara. Siamo alle solite, finche’ il problema non riguarda il diretto interessato chi se ne frega!! Vale di piu’ un campo di fave della vita di una sola persona?!
    Per fortuna esistono leggi che tutelano la salute anche se si tratta di un unico individuo, altrimenti se ci trovassimo un confinante come il sig. Vito che pensa prima al lato economico, col cavolo che rinuncia alla coltivazione di legumi!! Approposito di cavoli.. un bravo contadino si sapra’ arrangiare a coltivare altro nel suo bell’orto!!
    Alla sig. Paola faccio presente nel caso non ne fosse a conoscenza, che esiste anche un codice esenzione ticket per chi e’ affetto da tale malattia
    Codice RDG010- Malattie Rare – Anemie Ereditarie – Favismo
    Ps.: anche il mio confinante coltiva fave, e ho appena fatto richiesta in comune per far valere il mio diritto alla vita.

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