Multe ai clienti delle lucciole: scoppia la guerra delle ordinanze

Continuano le battaglie legate alla sicurezza del sindaco di Opera Ettore Fusco.
Come preannunciato a Ferragosto quando un centauro perse la vita sulla S.S. Valtidone il borgomastro padano ha firmato nei giorni scorsi l’ordinanza che di fatto colpisce i clienti delle prostitute. Bersaglio sono quegli automobilisti che, fermandosi anche solo a trattare con le lucciole, mettono a rischio l’incolumità di chi transita sulle strade con manovre azzardate.
Il Comune di Opera non ha prostitute sul suo territorio ma ne conta alcune sulle strade confinanti, in particolare quelle di competenza del Comune di Locate di Triulzi.

«In tema di sicurezza – spiega Fusco – l’unico comune del sud Milano che non sta collaborando a favorire un clima più sereno è proprio quello di Locate Triulzi, nonostante con altri comuni guidati dal centrosinistra ci siano convergenze su questo argomento. La questione della prostituzione non è fine ad una problematica di malcostume ma cela altri efferati episodi criminali legati al mondo del favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione e dell’immigrazione clandestina. Mi auguro che dovendo rinnovare il consiglio comunale a primavera, il sindaco di Locate per farsi rieleggere, cominci ad agire in sintonia con gli altri sindaci del sud Milano».

L’ordinanza di Opera in un certo modo, dovrebbe fungere da deterrente anche per il comune di Locate: «Auspichiamo – prosegue Fusco – che la nostra ordinanza possa servire in un certo qual modo anche ai cittadini locatesi infatti, apponendo i cartelli in prossimità di quelle aree che confinano con le loro, contiamo di dissuadere gli automobilisti dal caricare a bordo le prostitute e quindi fare sì che queste si trasferiscano altrove preservando gli operesi dai rischi provocati dalle inversioni di marcia improvvise e dalle altre manovre azzardate».

Dal palazzo comunale ora si sentono protetti e più forti, il ministro Maroni con la sua politica volta ad assegnare maggior poteri ai sindaci, ha fornito gli strumenti idonei per agire in tema di sicurezza e ordine pubblico. La sanzione prevista dall’ordinanza che vieta di fermarsi a contrattare con le prostitute, è pari a 500 euro e alla denuncia penale che può portare fino a tre mesi di carcere e al sequestro del veicolo. I cittadini verranno avvisati tramite l’installazione di appositi cartelli che spiegheranno la nuova normativa che è già entrata in vigore.

«Non ci fermeremo di certo qui – conclude Fusco – già da tempo ci stiamo impegnando con efficacia per contrastare il fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti, e per fare emergere il lavoro nero attraverso controlli delle aziende che hanno già prodotto decine di arresti e la chiusura di alcune fabbriche che li sfruttavano. Non voglio fare il sindaco sceriffo ma soddisfare le richieste di sicurezza dei cittadini».

Da Locate di Triulzi, il sindaco Severino Preli butta acqua sul fuoco: «Sono rientrato l’altro ieri dalle vacanze, non ho ancora visto l’ordinanza del mio collega di Opera. Entrambi abbiamo sicuramente a cuore il problema ma applichiamo diverse strategie. Io già due anni fa, fui promotore di un incontro a cui parteciparono 11 sindaci della zona. Da lì partì una task force con le forze dell’ordine che portò importanti risultati. La strada da seguire è quella tuttavia, valuteremo anche noi la possibilità di emettere o meno un’ordinanza».

da Il Giornale

Annunci

Pubblicato da

diarioelettorale

Webmaster, divulgatore e commentatore non compulsivo.

One thought on “Multe ai clienti delle lucciole: scoppia la guerra delle ordinanze”

  1. LETTERA APERTA AI CITTADINI ITALIANI E STRANIERI PRESENTI SUL TERRITORIO
    Spettabili cittadini,
    Di recente sono state approvate disposizioni legislative che hanno permesso l’emanazione di alcuni provvedimenti degli Enti Locali, come le Ordinanze Sindacali, i quali si stanno sostituendo alle norme nazionali e stanno introducendo divieti ed obblighi che queste non prevedono.
    Tali disposizioni stanno causando una frammentazione del suolo italiano in più ordinamenti giuridici, simili a quelli di Stati quasi indipendenti, corrispondenti al territorio dei vari Comuni in questo Paese.
    Con la presente, in caso si venisse sanzionati per una violazione di qualsiasi Ordinanza che non ricalchi i divieti delle leggi nazionali, pongo l’invito a svolgere l’atto di relativo ricorso, scrivendo una tesi difensiva in carta semplice a chi ha emanato il provvedimento locale, ai sensi dell’articolo 18 legge 689/1981.
    In tale scritto si può dichiarare il disaccordo sul verbale contestato, poiché le norme statali non prevedono alcun illecito in merito ai fatti compiuti e che l’articolo 54 commi 1 lettera A e 4 del Decreto Legislativo 267/2000, il quale concede il potere ai Sindaci di emanare diverse Ordinanze in materia di Sicurezza Pubblica, non risulta conforme agli articoli 3 e 117 secondo comma lettera H della Costituzione Italiana, siccome tali atti dei borgomastri si possono sostituire ai dettami della legislazione nazionale, causando disparità di trattamento dei cittadini che compiono medesimi atti in diversi luoghi.
    Se successivamente si dovesse ricevere come risposta l’Ordinanza-Ingiunzione del relativo verbale, suggerisco di svolgere la pratica di ricorso al Giudice di Pace, chiedendo al detto magistrato di sollevare la “Questione di Legittimità Costituzionale” della normativa succitata (articolo 54 commi 1 lettera A e 4 del Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267), poiché in contrasto con i detti articoli della Costituzione Italiana (3 e 117 comma 2 lettera H); i quali dichiarano che tutti i cittadini hanno parità sociale e che la potestà legislativa in materia di Ordine e Sicurezza pubblica, spetta solo allo Stato.
    Grazie.

    Forse non sono stato molto attento, poiché ero alla guida dell’autovettura, ma quando oggi sono entrato nel comune di Opera, provenendo da Locate Triulzi lungo l’uscita della provinciale della Valtidone, non ho notato nessun cartello informativo citato nell’Ordinanza. Eppure il detto provvedimento è già in vigore da un po’. In altre parole ad Opera si rischia di essere pesantemente sanzionati per un divieto che non si può benissimo conoscere. In questo caso il verbale può essere nullo, poiché ai sensi dell’articolo 5 comma 3 del Codice della Strada si deve informare gli utenti delle vie dei vari divieti e prescrizioni inerenti alle Ordinanze sindacali e prefettizie.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...