Puglia: c’è chi invoca le ordinanze dei sindaci

Movimento Consumatori: ”Basta Morti per alcol, si faccia azione di prevenzione!” Dopo il Sindaco di Andria adesso i cinque movimenti socio-culturali, scrivono una lettera aperta al Governatore Nichy Vendola, ai suoi Assessori ed ai Sindaci pugliesi.

“In merito ai recenti eventi, che hanno suscitato forti emozioni nella popolazione relativa ai morti sulla strada per alcol e droga, le associazioni ANDRIA CITTA’ SANA, MOVIMENTO CONSUMATORI PUGLIA, ASSOCIAZIONE NAZIONALE FAMILIARI VITTIME DELLA STRADA, ACAT FEDERICIANA, ASSOCIZIONE GENITORI ANDRIA, hanno lanciato un appello al sindaco di Andria, poi esteso anche al Presidente della Regione Nichi Vendola e agli assessori regionali.

Vandalismo che devasta interi quartieri, schiamazzi e risse tra giovani ubriachi, violenza di gruppo con bullismo, devianza minorile, scippi e furti in case di anziani, aggressioni a pubblici ufficiali, inciviltà alla guida dei motocicli, incidenti stradali anche mortali. Sono tutti aspetti di un fenomeno di patologia sociale che non è solo andriese.

I Sindaci hanno ricevuto dal governo in carica un maggiore potere decisionale e possono perciò promuovere azioni forti per il bene della comunità amministrata.

Gli effetti dell’alcol, spesso associato a quello della contemporanea assunzione di droghe, si possono manifestare in tanti modi. Il più grave è il disordine di personalità antisociale (ASPD) che si manifesta con l’arroganza, la tendenza al furto, il vandalismo.

Gli effetti dell’alcol sulla guida sono: sottovalutazione del pericolo; tempi di reazione più lunghi; minore capacità di concentrazione; sonnolenza; alterazione del senso della distanza e della velocità; alterazione delle capacità visive (chi guida in stato di ebbrezza tende a portarsi al centro della strada poiché l’abuso di alcool provoca la cosiddetta visione a tunnel); maggiore sensibilità all’abbagliamento.

I minorenni, tra i 16 e i 18 anni non ancora compiuti, possono guidare i motocicli di cilindrata non superiore a 125 cmc e potenza di 11 Kw, tricicli a motore, quadricicli con potenza massima fino a 15 Kw.

L’invito rivolto è una sollecitazione accorata, affinché si adottino
1. Ordinanze sindacali nei comuni della Puglia, che prevedano il divieto di vendita di alcolici e superalcolici ai minori. Per questo è stata inviata una proposta di ordinanza
2. Si avviino misure educative nelle scuole circa l’alcol , l’alterazione della personalità da abuso e il rischio di incidenti stradali.
3. Si individuino delle forme alternative di comunicazione ( spot pubblicitari, manifesti, locandine) tese a combattere la distorta cultura del bere che invece si sta sempre più diffondendo tra i giovani

Al momento nelle città coinvolte non ci risulta esistere alcun divieto di vendita di alcolici ai minori.
Il senso della nostra proposta orientata soprattutto ai minorenni:

Una birra analcolica sì, quella alcolica no. Una bevanda alla frutta sì, quella con aggiunta di rhum o altri alcolici fatti passare per innocui e “giovanili” no. Nei negozi sarà obbligatorio affiggere una locandina, la cui bozza è già da noi consegnata al Sindaco, in cui si illustrano gli effetti degli alcolici. Dovrà essere rispettata l’ordinanza, pena multe salatissime e la chiusura dell’esercizio commerciale per un mese, mentre i minorenni saranno consegnati alle loro famiglie previa segnalazione alle forze dell’ordine.

L’emozione che le morti di giovani vite troncate suscita, deve indurre gli adulti responsabili della cosa pubblica ad adottare provvedimenti forti che puntino non solo alla repressione , ma soprattutto alla
prevenzione della cultura distorta che l’uso di alcol si sta diffondendo e affermando tra i giovani

L’assuefazione all’idea che i giovani possano assumere alcol ha indotto a convincersi che è giusto dire che chi guida di ritorno dalla discoteca non deve aver bevuto. L’allarme che le associazioni, insieme lanciano è che è ora di cominciare a chiedersi, perché mai debbano bere gli altri.

Segue il testo della LETTERA APERTA

da ANDRIALIVE.IT

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Pubblicato da

diarioelettorale

Webmaster, divulgatore e commentatore non compulsivo.

Un pensiero riguardo “Puglia: c’è chi invoca le ordinanze dei sindaci”

  1. LETTERA APERTA AI CITTADINI ITALIANI E STRANIERI PRESENTI SUL TERRITORIO
    Spettabili cittadini,
    Di recente sono state approvate disposizioni legislative che hanno permesso l’emanazione di alcuni provvedimenti degli Enti Locali, come le Ordinanze Sindacali, i quali si stanno sostituendo alle norme nazionali e stanno introducendo divieti ed obblighi che queste non prevedono.
    Tali disposizioni stanno causando una frammentazione del suolo italiano in più ordinamenti giuridici, simili a quelli di Stati quasi indipendenti, corrispondenti al territorio dei vari Comuni in questo Paese.
    Con la presente, in caso si venisse sanzionati per una violazione di qualsiasi Ordinanza che non ricalchi i divieti delle leggi nazionali, pongo l’invito a svolgere l’atto di relativo ricorso, scrivendo una tesi difensiva in carta semplice a chi ha emanato il provvedimento locale, ai sensi dell’articolo 18 legge 689/1981.
    In tale scritto si può dichiarare il disaccordo sul verbale contestato, poiché le norme statali non prevedono alcun illecito in merito ai fatti compiuti e che l’articolo 54 commi 1 lettera A e 4 del Decreto Legislativo 267/2000, il quale concede il potere ai Sindaci di emanare diverse Ordinanze in materia di Sicurezza Pubblica, non risulta conforme agli articoli 3 e 117 secondo comma lettera H della Costituzione Italiana, siccome tali atti dei borgomastri si possono sostituire ai dettami della legislazione nazionale, causando disparità di trattamento dei cittadini che compiono medesimi atti in diversi luoghi.
    Se successivamente si dovesse ricevere come risposta l’Ordinanza-Ingiunzione del relativo verbale, suggerisco di svolgere la pratica di ricorso al Giudice di Pace, chiedendo al detto magistrato di sollevare la “Questione di Legittimità Costituzionale” della normativa succitata (articolo 54 commi 1 lettera A e 4 del Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267), poiché in contrasto con i detti articoli della Costituzione Italiana (3 e 117 comma 2 lettera H); i quali dichiarano che tutti i cittadini hanno parità sociale e che la potestà legislativa in materia di Ordine e Sicurezza pubblica, spetta solo allo Stato.
    Grazie.

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