Anche Roma contro i lavavetri

Carlantonio Solimene

Il Comune di Roma sta studiando un’ordinanza per eliminare dalle strade della Capitale i lavavetri. A comunicarlo è stato il presidente della commissione Sicurezza del Campidoglio Fabrizio Santori.

Dopo che il Tribunale amministrativo della Regione Toscana ha respinto (con la sentenza numero 1889/2008) i ricorsi presentati contro l’analoga ordinanza varata poco più di un anno fa dal sindaco di Firenze Leonardo Domenici, anche gli uffici tecnici e legali del Comune di Roma sono al lavoro per stilare un provvedimento che non possa essere sottoposto a nessuna ricusazione.
Che il fenomeno dei lavavetri avesse assunto nella Capitale dimensioni considerevoli, in special modo con il rientro dei romani dalle ferie, era stato segnalato già la settimana scorsa da «Il Tempo». Tra le strade più «colpite» via Portuense, viale Marconi, la circonvallazione Gianicolense e piazza Dunant. Proprio qui, nel dicembre del 2006, Giampiero Stramucci, una guardia giurata di 62 anni, fu ucciso mentre era al volante della sua auto a un semaforo da un gruppo di mendicanti per non aver lasciato l’elemosina. È a quell’episodio che Santori si richiama per spiegare la necessità del provvedimento allo studio.
«L’ordinanza che vareremo – spiega – riguarderà tutti i casi di accattonaggio molesto, e quindi non necessariamente solo i lavavetri. Ovviamente, per essere efficace non potrà limitarsi al semplice sequestro degli “strumenti di lavoro” o alle sanzioni amministrative».
Si profila, dunque, come conferma lo stesso Santori, la possibilità che per i lavavetri si aprano le porte del carcere. Proprio com’era previsto nell’ordinanza di Domenici, che stabiliva in un massimo di tre mesi di reclusione la pena per chi creava «intralcio alla circolazione, nocumento all’igiene delle strade, ma soprattutto episodi di molestie e il pericolo di conflitto sociale».
«Ovviamente – aggiunge ancora il presidente della commissione Sicurezza del Campidoglio – per far funzionare al meglio l’ordinanza che stiamo studiando, occorrerà avere a disposizione un numero sufficiente di vigili urbani pronti a far rispettare le regole. Altrimenti, si tratterebbe di un provvedimento di pura immagine, e non è quello che intendiamo fare».
A chi gli chiede se non teme una serie di nuovi attacchi all’amministrazione per un provvedimento «poco umano», così come accadde all’epoca dell’ordinanza «anti-rovistaggio», Santori risponde deciso: «Noi ci limitiamo ad ascoltare i nostri cittadini, cercando di capirne le esigenze e di fare qualcosa per soddisfarle. I cittadini ci hanno votato per rimediare al disastro in cui la precedente amministrazione ha lasciato Roma».
«È vero che i lavavetri non rubano – insiste Santori – ma è altrettanto vero che svolgono il loro “lavoro” in maniera prepotente, rischiando di causare episodi spiacevoli».
«In ogni caso – conclude – così come gli uffici del Comune sono al lavoro sugli aspetti tecnici del provvedimento, anche il sindaco Alemanno è in contatto costante con le associazioni cattoliche e umanitarie del territorio per accoglierne le istanze ed eventuali suggerimenti da applicare alla norma».
Anche la discussa ordinanza che vietava di rovistare nei cassonetti potrebbe comunque essere riproposta in una nuova versione. «Le polemiche scatenatesi su quel provvedimento – spiega Santori – non tenevano conto del fatto che anche in tante altre città europee e italiane un simile comportamento è vietato dalla legge. Inoltre, non è vero che tutti quelli che rovistano nei cassonetti lo fanno per fame. In molti casi, gli oggetti trovati tra l’immondizia vengono rivenduti nei mercatini».

da a Il Tempo

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diarioelettorale

Webmaster, divulgatore e commentatore non compulsivo.

One thought on “Anche Roma contro i lavavetri”

  1. il comune di Roma dovrebbe studiare un’ordinanza per eliminare dalle strade della Capitale i romani stessi. Sono i romani stessi che guidano e parcheggiano come se fossero del terzo mondo. Sono i romani per primo che inquinano la citta’ con cartaccia, volantini, sigarette, clarkson, ecc. Sono i romani sui motorini che non rispettano il codice stradale e parcheggiano sui marciapiedi. Sono i romani stessi i vigili che non fanno nulla e chiudono gli occhi tutti giorni a queste infrazioni flagranti. E’ facile attaccare i piu’ deboli e i piu’ poveri della citta’. Ci vuole corraggio attaccare i romani stessi, cosa che manca ad Alemmano e tutti i politici italiani.

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