Maiali chi ?

IL CASO BETTONA

Guerra dei maiali, 16 denunce del Nas
Non rispettata l’ordinanza del sindaco

I carabinieri del Nucleo antisofisticazione e sanità di Perugia, coordinati dal luogotente Orazio Pellegrini, hanno trovato sedici aziende agricole non in regola con l’ordinanza del Comune di Bettona e hanno denunciato alla magistratura i rispettivi titolari

Bettona, 9 settembre 2008 – Ha suscitato polemiche a non finire. Gli amministratori comunali l’hanno difesa a spada tratta convinti delle sua bontà; il Comitato per l’ambiente di Bettona ha urlato a più riprese che quel provvedimento non poteva risolvere il problema. E, ora, la ‘guerra dei maiali’ vive un nuovo capitolo proprio in virtù dell’ordinanza comunale del settembre 2007 che prevedeva, fra l’altro, l’abbattimento del numero di suini negli allevamenti.

A scriverlo questa volta sono i sono i carabinieri del Nucleo antisofisticazione e sanità di Perugia, coordinati dal luogotente Orazio Pellegrini, con il bilancio dei controlli che hanno effettuato nei primi sei mesi di quest’anno. Sta di fatto, comunque, che i militari per la tutela della salute hanno trovato sedici aziende agricole non in regola ed hanno denunciato alla magistratura i rispettivi titolari. E nei guai sono finiti anche due veterinati dipendenti dell’Azienda sanitaria n.2 di Perugia.

Partiamo dall’inizio. L’ordinanza del Comune di Bettona (in base alla quale sono scattati i controlli degli uomini del luogotenente Pellegrini) è la n.46 del 20 settembre 2007: prevedeva che non dovessero essere ospitati nelle stalle altri suini alla data del provvedimento, che i capi esistenti dovessero essere abbattuti del 50% e che le acque meteoriche non dovessero essere convogliate al depuratore dei reflui gestito dal Codep (la cooperativa degli allevatori). Bene, stando ai controlli del Nas, sedici aziende hanno disatteso l’ordinanza del sindaco di Bettona “per non aver diminuito il numero degli animali alla data di efficacia del provvedimento”.

Per quanto riguarda i due veterinari, sono accusati di “aver omesso di segnalare alla procura i casi di non ottemperanza al divieto imposto dall’ordinanza, favorito più aziende zootecniche per il ‘rinstallo’ dei suini, attestato falsamente malattie infettive diffusive”. In particolare per quanto riguarda quest’ultimo punto, dall’inchiesta dei carabinieri emerge che i medici avrebbero certificato, per gli animali, malattie altamente trasmissibili ma in realtà non esistenti.

Patologie, come il ‘mal rossino’ (che può causare vere e proprie epidemie mortali tra i suini), che hanno di fatto impedito ai maiali ‘in eccesso’ secondo l’ordinanza di essere allontanati dalle stalle. Insomma, gli allevatori avrebbero potuto tenere nelle aziende agricole gli animali in virtù delle certificazioni false (i suini stavano male e un loro spostamento poteva favorire l’epidemia), farli ‘ingrassare’ e poi venderli come sempre. Un ‘inganno’ per aggirare il provvedimento del sindaco. Giochetto scoperto dal Nas e che è costato la denuncia ai due veterinari e agli imprenditori.

Annalisa Angelici

da La Nazione

Pubblicato da

diarioelettorale

Webmaster, divulgatore e commentatore non compulsivo.

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