A Verona la Carfagna non basta

Il sindaco Tosi: “Studiamo un’ordinanza per colpire la prostituzione nelle case”
Il primo cittadino scaligero: “Siccome sappiamo che le prostitute hanno beni di proprietà da colpire, si colpiscono economicamente”

Bologna, 10 settembre 2008- “Stiamo studiando un provvedimento per colpire la prostituzione anche al chiuso. Si tratta di un’ordinanza al limite della normativa su cui lavoriamo con molta attenzione che cerca di colpire chi fa quel tipo di attività negli appartamenti. Siccome sappiamo che le prostitute hanno beni di proprietà da colpire, si colpiscono economicamente”.

Questa l’idea su cui sta lavorando il sindaco di Verona ed esponente della Lega Nord Flavio Tosi, che ha annunciato questa nuova azione alla festa dell’unità di Bologna, durante un dibattito sulla sicurezza con il sindaco del capoluogo emiliano Sergio Cofferati.

In particolare, ha raccontato Tosi, il provvedimento parte dalla storia del complesso immobiliare vicino alla stazione di Verona all’interno del quale, riferisce il sindaco, “ci sono diversi appartamenti usati per la prostituzione. Eravamo riusciti a far sequestrare 21 di questi alloggi ma le donne hanno fatto ricorso e la Cassazione li sta gradualmente restituendo”. Il primo cittadino ha così deciso di intervenire a livello amministrativo per rispondere alle problematiche sollevate dai residenti della zona in termini di “sicurezza, decoro e svalutazione dell’immobile”.

Un dibattito all’insegna del fair-play, quello andato in scena al parco nord tra il sindaco del Carroccio e il collega del Pd. Nel corso dell’incontro Tosi ha sottolineato il legame tra “malagestione dell’immigrazione e l’aumento della criminalità”.”In altri Paesi d’Europa ci sono regole che noi neanche ci sognamo, qui invece l’immigrazione clandestina è a ‘go gò ed è normale che se il sistema non regge e se non ci sono controlli su chi entra, qualcuno delinque” sostiene Tosi che lancia anche un appello al governo perchè la Bossi-Fini “sia più stretta anche in termini di espulsione”. Il sindaco di Verona ricorda infatti che la proposta di legge “entrò in Parlamento in un modo e uscì in un altro, perchè allora nella maggioranza c’era l’Udc che ci mise del bello e del buono per depotenziare la legge”.

Tosi si dice poi favorevole all’arrivo dell’esercito per coadiuvare le forze dell’ordine in materia di sicurezza urbana e ricorda che a Verona “non ci sono più i vu cumprà”. “Abbiamo cominciato a multare con sanzioni fino a 1.000 euro chi comprava la merce contraffatta da questi poveri disgraziati che sono sfruttati dal racket”. Il dibattito con Cofferati, dunque, è sfilato via senza particolari sorprese e con applausi per entrambi i cittadini che hanno confrontato le loro ricette in materia di ordine pubblico e sicurezza per due città diverse ma accomunate da problemi simili a tutte le aree metropolitane.

da Quotidiano.Net

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diarioelettorale

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