I furbetti dell’alcova

Tutti contro il mestiere più antico del mondo. Dopo la scure della ministra Carfagna, infatti, è arrivata l’ordinanza del sindaco di Verona per colpire le belle di notte che lavorano in casa. Insomma, vietato prostituirsi in strada, vietato prostituirsi tra le mure domestiche, almeno lungo le sponde dell’Adige.

In attesa di scoprire se altri primi cittadini seguiranno la via indicata dal leghista Flavio Tosi, si possono già vedere i primi risultati del ddl firmato dalla Carfagna: le lucciole non sembrano intenzionate a lasciare le strade, mentre sono aumentati i canoni di affitto degli appartamenti in cui lavorano. Già, proprio così: gli squali hanno fiutato l’odore del sangue e si sono buttati sulla preda: 900 euro per 20 metri quadrati nel cuore di San Salvario. Tutti in nero, è ovvio, tanto siamo in Italia.

A Torino, facendo i conti della serva, saranno almeno un migliaio gli appartamenti dove si vende amore a pagamento. Quasi tutte le prostitute che “passeggiano” in strada hanno un tetto dove portare i clienti, magari diviso con altre ragazze. E chi sono i proprietari di queste alcove? Alcune sono nelle mani di chi controlla il mercato della prostituzione, altre vengono affittate da “bravi” cittadini, attirati dal denaro facile. In fondo basta un appartamento con un paio di camere per mettersi in tasca almeno duemila euro esentasse ogni mese. E chi se ne frega se poi gli altri inquilini si lamentano del continuo via vai, del portone che rimane sempre aperto, dei rumori, del valore dell’immobile che va a farsi benedire: meglio un uovo oggi che una gallina domani. Se poi l’uovo diventa sempre più grosso, meglio ancora.

E allora perché non cercare di colpire questi furbetti? Perché non dare la possibilità alle “ragazze di vita” di mettere su una bella cooperativa per essere finalmente in regola, pagare le tasse e correre anche meno rischi? Non dimentichiamoci che l’Italia è il Paese dei divieti che nessuno rispetta e fa rispettare. E combattere il mestiere più antico del mondo a colpi di leggi e ordinanze è come cercare di svuotare il mare con un cucchiaino.

Scritto da: Filippo De Ferrari – deferrari@cronacaqui.it

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diarioelettorale

Webmaster, divulgatore e commentatore non compulsivo.

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