A Prelà non passi lo straniero

La Val Prino mormorò… non passa lo straniero. Eliano Brizio, sindaco leghista di Prelà, piccolo centro abitato alle spalle di Imperia, ha deciso di dare un alt assoluto a venditori abusivi e clandestini che negli ultimi tempi “invadono” anche l’entroterra: ha vietato loro il passaggio sul territorio comunale. Non una boutade, ma un’ordinanza in piena regola, con tanto di argomentazioni.

«Premesso che – scrive Brizio – la legge regionale del 3 gennaio 2007 prevede che il commercio itinerante è consentito lungo il territorio comunale secondo le modalità stabilite dallo stesso Comune e che sempre più frequenti sono le segnalazioni da parte dei residenti in merito alla presenza di venditori che trasportano merce varia in grandi sacchi di plastica, ho espressamente vietato lungo le vie e le piazze dell’intero territorio di Prelà il commercio di varie mercanzie e il trasporto di grossi borsoni o sacchi stracolmi di articoli dei generi più disparati».

Il sindaco, non nuovo a iniziative anti-immigrati e pro-sicurezza, si è deciso a compiere questo nuovo atto dopo le proteste della popolazione, particolarmente quella anziana. «Penso – prosegue Brizio – che i primi che debbano lavorare siano i nostri commercianti che nelle loro attività vendono di tutto. Dai fazzoletti ai salumi, agli accendini. E non meno importante, pagano le tasse e il suolo pubblico».

Ed ecco una delle contestazioni che motivano il “divieto di passaggio”. «Il trasporto in grossi sacchi, se accompagnato da una sosta prolungata, ovvero l’offerta di vendita di prodotti – si legge testualmente nell’ordinanza – va considerato come atto di vendita su area pubblica senza autorizzazione, da sanzionare secondo la legge regionale e anche per le violazioni al codice della strada». Le stesse motivazioni sono estese anche all’impiego di veicoli per il trasporto o deposito delle merci in vendita. In più il sindaco del Carroccio sostiene – e lo scrive al prefetto – «che la sosta e la vendita avviene su vie, piazze e incroci creando pure pericoli e grave intralcio alla circolazione veicolare». Infine motiva la sua decisione con l’esigenza «di tutelare l’incolumità e la sicurezza pubblica».

«Insomma – taglia corto Brizio – in Val Prino queste illegalità non sono mai state ammesse e neppure tollerate. Da nessuno. Dall’inizio del mio mandato ho sempre cercato di far rispettare la quiete pubblica ma soprattutto le abitudini dei residenti». Più volte, pubblicamente, Brizio ha espresso il desiderio che in Val Prino si possa ritornare a dormire con la chiave nella toppa senza avere l’angoscia di spiacevoli incontri sotto le finestre della propria abitazione o addirittura al suo interno. «Non credo di aver redatto un documento shock – conclude il sindaco – semplicemente sono determinato a difendere i diritti dei residenti e dei commercianti della zona. Come si può pensare di tenere vivo il territorio del nostro entroterra, anche sotto il profilo commerciale, quando oltre alla concorrenza delle grosse catene di distribuzione vi è pure quella del singolo abusivo? La Val Prino non intende stare ad assistere passivamente. Questa situazione va risolta drasticamente, altrimenti rischia di sfuggire dalle mani e creare problemi più gravi. Come se non bastasse, i commercianti itineranti sono spesso accompagnati da minori, il che implica anche uno sfruttamento».

Il Secolo XIX

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Pubblicato da

diarioelettorale

Webmaster, divulgatore e commentatore non compulsivo.

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