Le squillo: “Ci vestiremo da suore” Milano,sfida alle norme antiadescamento

Provocazione delle squillo milanesi in vista dell’ordinanza antiadescamento del vicesindaco De Corato contro le prostitute di strada. “Ci vestiremo da suore, così i poliziotti arresteranno le ragazze discinte davanti alle discoteche o multeranno qualche moglie dall’audace décolleté“, ha spiegato Pia Covre, segretaria del comitato per i diritti civili delle lucciole.

Dopo la discussa ordinanza del primo cittadino di Roma contro le prostitute, dunque, le squillo milanesi promettono battaglia per le vie della città. Una battaglia pacifica, fatta solo di escamotage e scappatoie, rivolta a dimostrare l’inadeguatezza dei nuovi provvedimenti antiadescamento. “L’idea di indossare il saio o abiti lunghi fino ai piedi ci è pervenuta da più parti per far fronte alle ordinanze che limitano persino la libertà di vestirsi – ha aggiunto Pia Covre a Il Corriere della Sera -. A Firenze, ad esempio, il sindaco ha vietato di passeggiare e noi stiamo pensando di andare su e giù in bicicletta“.

Ma non è tutto qui. Chi ha alle spalle già qualche anno di “mestiere” ricorda infatti che la legge Merlin definisce prostituzionequalsiasi attività che prevede atti sessuali prestati dietro pagamento, non solo monetario“. “Con questa legge – attacca Nadia, 24 anni, romena di Timisoara – bisognerebbe arrestare tutte le donne che hanno fatto carriera andando a letto con chi conta, per non parlare della miriade di ragazzine che, per un provino in tv, darebbero via anche la madre”.

A scanso di equivoci, in attesa che il ddl Carfagna diventi legge, molte prostitute si stanno organizando per aggirare le nuove ordinanze, ricevendo in casa. “E’ questo il futuro del sesso a pagamento”, spiega al Corriere Helena, bellissima escort argentina che passa da un attico all’altro, viaggiando tra Milano, Roma e Ibiza.

TGCOM

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diarioelettorale

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One thought on “Le squillo: “Ci vestiremo da suore” Milano,sfida alle norme antiadescamento”

  1. LETTERA APERTA AI CITTADINI ITALIANI E STRANIERI PRESENTI SUL TERRITORIO
    Spettabili cittadini,
    Di recente sono state approvate disposizioni legislative che hanno permesso l’emanazione di alcuni provvedimenti degli Enti Locali, come le Ordinanze Sindacali, i quali si stanno sostituendo alle norme nazionali e stanno introducendo divieti ed obblighi che queste non prevedono.
    Tali disposizioni stanno causando una frammentazione del suolo italiano in più ordinamenti giuridici, simili a quelli di Stati quasi indipendenti, corrispondenti al territorio dei vari Comuni in questo Paese.
    Con la presente, in caso si venisse sanzionati per una violazione di qualsiasi Ordinanza che non ricalchi i divieti delle leggi nazionali, pongo l’invito a svolgere l’atto di relativo ricorso, scrivendo una tesi difensiva in carta semplice a chi ha emanato il provvedimento locale, ai sensi dell’articolo 18 legge 689/1981.
    In tale scritto si può dichiarare il disaccordo sul verbale contestato, poiché le norme statali non prevedono alcun illecito in merito ai fatti compiuti e che l’articolo 54 commi 1 lettera A e 4 del Decreto Legislativo 267/2000, il quale concede il potere ai Sindaci di emanare diverse Ordinanze in materia di Sicurezza Pubblica, non risulta conforme agli articoli 3 e 117 secondo comma lettera H della Costituzione Italiana, siccome tali atti dei borgomastri si possono sostituire ai dettami della legislazione nazionale, causando disparità di trattamento dei cittadini che compiono medesimi atti in diversi luoghi.
    Se successivamente si dovesse ricevere come risposta l’Ordinanza-Ingiunzione del relativo verbale, suggerisco di svolgere la pratica di ricorso al Giudice di Pace, chiedendo al detto magistrato di sollevare la “Questione di Legittimità Costituzionale” della normativa succitata (articolo 54 commi 1 lettera A e 4 del Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267), poiché in contrasto con i detti articoli della Costituzione Italiana (3 e 117 comma 2 lettera H); i quali dichiarano che tutti i cittadini hanno parità sociale e che la potestà legislativa in materia di Ordine e Sicurezza pubblica, spetta solo allo Stato.
    Grazie.

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