Miracolo un sindaco che non vuol fare lo sceriffo anti-prostituzione

Il sindaco Spagnolli: ma io non farò lo sceriffo

Prostituzione ai Piani l’allarme della parrocchia

Secondo il sindaco l’allarme prostituzione ai Piani non esiste. «Al massimo per i residenti ci sarà un po’ di disagio. La situazione non giustifica provvedimenti speciali». Luigi Spagnolli conferma la sua linea: non firmerà ordinanze ispirate al decreto Maroni. Ma la parrocchia di S. Giuseppe conferma la rabbia dei residenti. «C’è malessere», racconta don Carlo Nicoletti. E la Lega fa una manifestazione di protesta in via Macello.
Il via vai di prostitute e clienti ai Piani è sempre meno sopportato dai residenti, soprattutto dalle signore, che denunciano: «Non possiamo permetterci di camminare in via Macello dopo una certa ora, veniamo molestate». Questa sera ci sarà un gruppo di leghisti, Elena Artioli in testa, per portare solidarietà alle abitanti del quartiere. L’allarme è stato lanciato anche dal consigliere di circoscrizione Carmelo Cutrupi (Fi, candidato alle provinciali). Un coro politico che fa dire al sindaco Spagnolli: «E’ campagna elettorale. Ai Piani non c’è un’emergenza prostituzione».

Spagnolli si rifà ai dati che gli vengono comunicati dalle forze dell’ordine, «l’ultima volta l’altro giorno». Secondo i controlli, «in tutta la città le prostitute su strada sono 9. Non firmo un’ordinanza per nove prostitute, tutte sotto controllo, visto che le irregolari vengono allontanate». Basta un giro ai Piani e in viale Trento per verificare che il numero va almeno raddoppiato. In via Macello le rassicurazioni non vanno a segno. In parrocchia le lamentele sono all’ordine del giorno e qualche residente si è già fatto vivo con il Comune. Don Carlo Nicoletti conferma: «Il problema si sente, ne parliamo spesso. Non c’è tranquillità, soprattutto per chi abita in via Macello e in parte nella zona artigianale».

Secondo Spagnolli però questo è solo «disagio, ricordiamoci che in altre realtà ci sono persone che vengono violentate per strada. Ai Piani non è mai successo alcun episodio grave e le prostitute sono un decimo di quelle di città simili alla nostra». Nessuna ordinanza a Bolzano, mentre altri Comuni stanno applicando il decreto Maroni: «Per cosa poi? Visto che la prostituzione non sparirà mai, potremmo ottenere al massimo di spostare la presenza in un’altra zona, magari più deserta e pericolosa per le prostitute» chiude il sindaco. In giunta non tutti la pensano così. Il vicesindaco Elmar Pichler Rolle è favorevole a provvedimenti. «Sbagliato alzare le spalle davanti alle preoccupazioni dei cittadini», ha detto Pichler Rolle ricordando che, decreto Maroni o meno, già la polizia municipale potrebbe ottenere risultati. Lo conferma il comandante Sergio Ronchetti, ricordando quanto già viene garantito dalle pattuglie: «Una intelligente azione di disturbo riesce ad essere efficace e su questo ci siamo, sia noi che polizia e carabinieri. Una pattuglia in via Macello con controllo documenti scoraggia il via vai. Decidere di concentrare gli sforzi su questo per uno-due mesi può portare risultati». Basta decidere.

da Alto Adige

Annunci

Pubblicato da

diarioelettorale

Webmaster, divulgatore e commentatore non compulsivo.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...