Carimate, No agli abiti succinti

di CORRADO CATTANEO

CARIMATE — «Divieto di assumere atteggiamenti, modalità comportamentali ovvero indossare abbigliamenti che manifestino inequivocabilmente l’intenzione di adescare o esercitare l’attività di meretricio». Pena una multa, anche qui, di 500 euro. Sbarca anche a Carimate, come a Roma, come nella vicina Novedrate, che in Brianza e sulla famigerata Novedratese ha fatto da apripista, come a Inverigo e come in diversi altri Comuni della zona l’ordinanza per multare le prostitute che indossano abiti succinti o per l’attività di adescamento che esercitano a bordo strada.

Ad essere colpiti, naturalmente, anche i clienti visto il «divieto di contattare soggetti dediti alla prostituzione ovvero concordare con gli stessi prestazioni sessuali». L’ordinanza, già firmata dal sindaco Pellegrino Roccucci e quindi pienamente in vigore, sancisce che d’ora in poi chi sarà colto sul fatto a contrattare una prestazione o a gironzolare sulla Novedratese con indosso un abbigliamento succinto rischierà una multa di 500 euro, che possono scendere a 200 se si concilia immediatamente con la polizia locale. Carimate accresce così il plotone dei Comuni che hanno adottato simili ordinanze grazie ai maggiori poteri concessi ai sindaci dal ministero dell’Interno in materia di sicurezza urbana, estendendo a tutta la Novedratese – con il distinguo di Mariano Comense dove l’ordinanza è stata introdotta solo per multare i clienti – la tolleranza zero al sesso a pagamento contrattato per strada: un’ordinanza che, se fa discutere, anche a livello nazionale, sulla provinciale ha già dato i suoi effetti. A Novedrate, dove le prostitute multate sono state già una quindicina, il fenomeno dopo decenni di lotta velleitaria da parte dei sindaci è già sensibilmente diminuito, mentre a Carimate, non a caso, nulla sino a ieri era cambiato.

Ora, invece, ci si aspetta che anche da queste parti la mano pesante a colpi di carte bollate e verbali della polizia locale porti i propri effetti: i controlli sono pronti a partire soprattutto nella frazione “Valle”, dove, attorno agli svincoli della Novedratese, da sempre si concentra l’attività delle lucciole e dove, sottolinea il sindaco, dall’inizio dell’anno a oggi è già stata effettuata una settantina di controlli da parte della polizia locale. Tutti praticamente inutili.

da Il Giorno

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diarioelettorale

Webmaster, divulgatore e commentatore non compulsivo.

Un pensiero riguardo “Carimate, No agli abiti succinti”

  1. LETTERA APERTA AI CITTADINI ITALIANI E STRANIERI PRESENTI SUL TERRITORIO
    Spettabili cittadini,
    Di recente sono state approvate disposizioni legislative che hanno permesso l’emanazione di alcuni provvedimenti degli Enti Locali, come le Ordinanze Sindacali, i quali si stanno sostituendo alle norme nazionali e stanno introducendo divieti ed obblighi che queste non prevedono.
    Tali disposizioni stanno causando una frammentazione del suolo italiano in più ordinamenti giuridici, simili a quelli di Stati quasi indipendenti, corrispondenti al territorio dei vari Comuni in questo Paese.
    Con la presente, in caso si venisse sanzionati per una violazione di qualsiasi Ordinanza che non ricalchi i divieti delle leggi nazionali, pongo l’invito a svolgere l’atto di relativo ricorso, scrivendo una tesi difensiva in carta semplice a chi ha emanato il provvedimento locale, ai sensi dell’articolo 18 legge 689/1981.
    In tale scritto si può dichiarare il disaccordo sul verbale contestato, poiché le norme statali non prevedono alcun illecito in merito ai fatti compiuti e che l’articolo 54 commi 1 lettera A e 4 del Decreto Legislativo 267/2000, il quale concede il potere ai Sindaci di emanare diverse Ordinanze in materia di Sicurezza Pubblica, non risulta conforme agli articoli 3 e 117 secondo comma lettera H della Costituzione Italiana, siccome tali atti dei borgomastri si possono sostituire ai dettami della legislazione nazionale, causando disparità di trattamento dei cittadini che compiono medesimi atti in diversi luoghi.
    Se successivamente si dovesse ricevere come risposta l’Ordinanza-Ingiunzione del relativo verbale, suggerisco di svolgere la pratica di ricorso al Giudice di Pace, chiedendo al detto magistrato di sollevare la “Questione di Legittimità Costituzionale” della normativa succitata (articolo 54 commi 1 lettera A e 4 del Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267), poiché in contrasto con i detti articoli della Costituzione Italiana (3 e 117 comma 2 lettera H); i quali dichiarano che tutti i cittadini hanno parità sociale e che la potestà legislativa in materia di Ordine e Sicurezza pubblica, spetta solo allo Stato.
    Grazie.

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