Graffiti: per Berlusconi non basta l’ordinanza

Il premier: «Sarà reato fare i graffiti»
Berlusconi: procedura d’urgenza per sanzionare i graffitari.
Sgarbi: bisogna distinguere.
E Penati: sbaglia

Decretazione senza quartiere. In tutti i campi. Perché «soltanto attraverso i decreti legge è possibile il cambiamento». Non è la prima volta che il premier lo dice, anzi. Ma ieri sera, concludendo la festa del Popolo della libertà in corso a Milano, Silvio Berlusconi è apparso più determinato che mai. E anzi, ha annunciato che adotterà la procedura d’urgenza anche per sanzionare i graffitari, coloro che devastano il volto delle città armati di bombolette spray. «Non è possibile — ha tuonato il premier — che ancora ci siano certi comportamenti: sporcare i luoghi pubblici deve diventare un reato. Sull’argomento presenterò un ddl al prossimo Consiglio dei ministri di venerdì a Napoli». Il premier sembra fermarsi e invece riprende indignato: «Bisogna farla finita con i cosiddetti graffiti perché in alcune nostre città non sembra di stare in Europa ma in Africa».

Vittorio Sgarbi, da Salemi, coglie la palla al balzo. A suo tempo, aveva organizzato a Milano una mostra assai discussa proprio sulla street art: «Va bene il decreto — esordisce —, purché Berlusconi lo faccia scrivere a me». Il critico-sindaco passa a descrivere l’ossatura del provvedimento: «Primo: tutti i palazzi costruiti fino al 1960 sono edifici che non devono in alcun modo essere sfiorati. Massima severità». Punto due? «Quelli degli anni successivi rappresentano l’Italia deturpata dalla speculazione economica ed edilizia. In questo caso, l’intervento dei graffitisti rende gradevole persino ciò che è il frutto di quella stagione». E dunque, le amministrazioni dovrebbero stipulare con i graffitisti una sorta di concordato: «Pagarli per bonificare i luoghi dell’orrore suburbano. Luoghi che non possono che migliorare». Sgarbi cita Basquiat e Keith Haring, ricorda che anche loro «provenivano dalla strada». E conclude con questa immagine: «Il taglio su una tela bianca, è Fontana. Se invece il taglio lo faccio su un Caravaggio, è una follia e un crimine».

A stretto giro, arriva anche la risposta di Filippo Penati, il presidente della Provincia di Milano eletto dal centrosinistra: «Le iniziative per tenere in ordine la città vanno tutte bene, e non sarò certo io a dire che non servono. Eppure, continuiamo a vedere un atteggiamento schizofrenico: il ministro dell’Interno Maroni non fa che ribadire la necessità di assegnare più poteri ai sindaci. Oggi, scopriamo che anche su un argomento che è assolutamente da sindaci e comunque da amministratori locali, il governo si metterà a decretare». Ma Filippo Penati ha qualcosa d’altro sullo stomaco: «E poi, francamente, a Milano avremmo sperato che il premier arrivasse con il decreto per l’Expo firmato». Ma alla serata finale della festa pdl c’è anche Fabrizio De Pasquale, che è il presidente dell’associazione nazionale anti graffiti. Il quale, naturalmente, esulta: «Come avevamo già avuto modo di constatare, il presidente Berlusconi sembra aver preso di petto la questione». Secondo De Pasquale, «i graffiti producono un danno economico imponente. Secondo una stima per difetto, per ripulire tutti i graffiti dagli edifici italiani sarebbero necessari non meno di 750 milioni di euro». Ma già così, tags e scarabocchi costano «alle amministrazioni pubbliche e alle municipalizzate all’incirca 80 milioni di euro l’anno». Il peggio, secondo De Pasquale, è che tanto danno viene prodotto «da una ridottissima minoranza di persone. Che fino a questo momento hanno potuto tuttavia contare su un’assoluta impunità».

da Corriere.it

Pubblicato da

diarioelettorale

Webmaster, divulgatore e commentatore non compulsivo.

6 pensieri riguardo “Graffiti: per Berlusconi non basta l’ordinanza”

  1. Ma che vada a casa berlusconi che ha re-introdotto il FASCISMO (implicito) in questo paese devstato… e da oggi aumentano leggi contro la libera espressione. Una domanda:credete davvero che dopo l’applicazione di questa legge non ci saranno più Graffitari in Italia che continuano a “sporcare” i muri?

  2. Io non capisco perchè si continui a portare avanti lo stereotipo di WRITERS = VANDALO.
    Per una volta Sgarbi ha ragione…la Street Art (se fatta con intelligenza) è anch’essa un arte, non per altro si studia anche nelle accademie delle Belle Arti (saranno mica usciti pazzi anche loro???).

    E allora, dai..diamine…, perchè andar dietro a tutti sti pecoroni che continuano a fare discriminazione per partito preso. Nessuno vuole che venga deturpato il campanile di San Pietro o la facciata del Duomo di Milano.

    Ma ci sono zone dell’Italia che sono davvero inguardabili…cosa volete che faccia una bella opera, se non rendere più vivibile il posto, dal punto di vista armonico??

    E poi…il Sig. De Pasquale…che dice che ci vogliono tutti questi gran soldi per ripulire di qua e di la…! Se si adottasse una giusta strategia, che non sopprima i writers, ma anzi…li invogli a sfogare il proprio estro in zone dedicate, non ci sarebbe bisogno di ripulire, e lo Stato risparmia.

    E’ così difficile?? La linea dura dev’essere utilizzata contro chi può essere considerato VANDALO…non contro gli ARTISTI.

  3. Concordo pienamente con Emanuele e Dario, ma poi con questa frase:«Bisogna farla finita con i cosiddetti graffiti perché in alcune nostre città non sembra di stare in Europa ma in Africa».
    Berlusconi cosa voleva far capire?

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