Se sei povero ti tirano le pietre

di Giulia Cusumano

All’insegna del “più multe per tutti” la creativa sindachessa di Milano ieri ha dato il via libera a ben sei ordinanze con cui combattere il degrado in città. Sul podio della classifica svettano le tre ordinanze riconducibili alla categoria del “vizi privati, pubbliche virtù”. Multe per l’acquisto e il consumo di sostanze stupefacenti in luoghi pubblici. Multe per il consumo di bevande alcoliche in luoghi pubblici che generino situazioni di degrado o di pericolo. Multe per la prostituzione sulle strade cittadine.
Drogati, alcolisti e puttanieri di tutta Milano unitevi: se volete trasgredire fatelo a casa vostra, purchè “not in Moratti’s backyard”. Questioni di decoro urbano.
Poi ci sono le multe per i comportamenti dannosi per il patrimonio pubblico e privato; la “caccia al Writer” tanto cara al sempre vigile vice sindaco Riccardo De Corato, per intenderci.
Dulcis in fundo, la trovata geniale; multe per l’accattonaggio molesto,  “fenomeno che favorisce un forte degrado sociale e urbano”.
Oltre alla sanzione di 500 euro, per questi ultimi, è previsto il sequestro cautelare del denaro provento della violazione e delle “attrezzature impiegate nell’attività di accattonaggio”. Qualche monetina, quel piattino di plastica,  quel cartone sudicio su cui quei fastidiosissimi “barboni” abbozzano in un italiano sbilenco i loro appelli alla carità umana. Insomma, si sa: tutto fa brodo.
La domanda ovviamente sorge spontanea; come farà un nullatenente, che vive di stenti e di elemosina, a sborsare la cifra di un milione del vecchio conio al Comune di Milano? Non sarà mica l’ennesimo provvedimento di facciata che un’amministrazione proibizionista e populista sfodera a suon di slogan per rassicurare ulteriormente gli orgogliosi fan della “tolleranza zero”?

Ai poveri l’ardua sentenza.

da Articolo21.info

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Pubblicato da

diarioelettorale

Webmaster, divulgatore e commentatore non compulsivo.

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