Vergogna: che reato!

La vittoriese Ada Stefan osa dire “E’ una vergogna” in consiglio comunale. E il tribunale la condanna

Attenzione, attenzione! Achtung achtung! D’ora in poi, se non siete politici, parlamentari, critici d’arte televisivi, sindaci e prosindaci, fate particolare attenzione a quello che dite. Anche un semplice sbotto di uso comune “è una vergogna!” o “vergognatevi!” pronunciato nei luoghi del potere politico-amministrativo può costarvi caro. Caro come un decreto penale, per esempio.

La vittoriese Ada Stefan, il 31 luglio del 2007, durante un consiglio comunale vittoriese, in cui si discuteva- guarda un po’ – del Victoria campus, ha osato pronunciare – dagli scranni del pubblico (delle seggioline scomode, per di più) – un verbo imperativo, che mamme e suore dell’asilo da che mondo è mondo ripetono ai bambini più birichini: “Vergognatevi!

L’uscita della Stefan, motivata dal fatto che l’opposizione in quel momento stava respingendo le proposte tese a rendere meno commerciale e più socialmente utile quel grande incompiuto del complesso Victoria), ha urtato la sensibilità del consigliere leghista Mario Rosset, il quale, nei giorni successivi al consiglio, ha convocato la Stefan presso la stazione della Polizia municipale pretendendo le sue scuse formali.

La vittoriese, non ritenendo di aver offeso nessuno, esprimendo vivacemente la sua disapprovazione per il voto espresso della maggioranza consiliare, si è rifiutata di chiedere scusa. E Rosset ha presentato querela contro la Stefan.
Dopo un anno e mezzo, la faccenduola, che nel frattempo, ha percorso il suo iter giudiziario ha avuto il suo epilogo. O quasi.
Un giudice di Treviso ha emesso un decreto penale contro Ada Stefan non per ingiurie (tale era l’accusa mossale da Rosset) ma per “oltraggio a un corpo amministrativo dello Stato”.
Ieri, sul Corriere della Sera, Gian Antonio Stella, commentando l’episodio ha evidenziato come in Italia – ma soprattutto in “Padania” e nel Nordest – i politici di ogni ordine e grado possono dire a chi non gli aggrada “troia”, “coglioni”, “recioni”, possono dire (se si chiamano Sgarbi) che “i veneti sono egoisti, stronzi, razzisti, evasori”; possono invocare (se si chiamano Gentilini) la “pulizia etnica dei culattoni”. Ma – conclude (?) amaramente Stella – che un cittadino comune dica “vergognatevi”ai propri amministratori, in Italia, è un reato penale!

Ovviamente contro il decreto penale, Ada Stefan (che dovrebbe pure versare per il suo oltraggio una sanzione pecuniaria di mille euro), ha fatto opposizione. E, nei prossimi mesi, il tribunale di Conegliano deciderà se accoglierla o meno. Se dire “vergognatevi” a chi è delegato ad amministrare, per tuo mandato, il bene comune sia – ma pensa un po’ – un reato penale.

Emanuela Da Ros

da Oggitreviso.it

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Pubblicato da

diarioelettorale

Webmaster, divulgatore e commentatore non compulsivo.

Un pensiero riguardo “Vergogna: che reato!”

  1. Questo è il nostro “Paese”.
    Questa la nostra “politica”, la nostra “società”.
    Mi vergogno io, di starci “dentro”, altroché.
    Signora Stefan, per quel che vale, ha TUTTO il mio appoggio.
    E complimenti e grazie per le sue riflessioni, signora Da Ros.
    Mi aiutano a non sentirmi troppo solo ed emarginato.
    E ad andare avanti.
    Comunque.

    gerardo Pozzi

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