A Ravenna basta agli alcolici nei secchielli

azione dimostrativa del primo cittadino: il cocktail finisce nel tombino

Ravenna, il sindaco antimovida: «Basta agli alcolici nei secchielli»

Per aggirare l’ordinanza antialcol, i locali vendono i drink nei contenitori di plastica da spiaggia

MILANO – Ha comprato 15 euro di alcolici dentro a un secchiello di plastica e, davanti ai fotografi, ha versato la bevanda in un tombino nel centrale viale della Nazioni a Marina di Ravenna. Continua la «crociata» antialcol del sindaco ravennate Fabrizio Matteucci, che ha deciso di contrastare la moda, sempre più diffusa sulle spiagge, di vendere gli alcolici in secchielli di plastica, quelli normalmente usati dai bambini per giocare con la sabbia. L’escamotage consente ai giovani – e ai gestori di diversi locali – di aggirare l’ordinanza comunale che vieta il consumo di bevande in contenitori di vetro nel lungomare della località rivierasca.

L’APPELLO ANTIALCOL – «Ho guardato tante volte i ragazzi bere dai secchielli. Diventa quello il luogo condiviso del divertimento. Non per tutti certo. Ma per troppi purtroppo. E io non ci sto», dice Matteucci. «Continuo a lavorare per farlo sapere a tutti – continua il sindaco – perché prevalgano buonsenso, regole e sicurezza. Io non posso vietare i secchielli, lo sanno tutti, ma voglio dire che non mi piacciono. Lo faccio coltivando la speranza che qualcuno mi segua, smettendo di comprarli o di venderli».

VIETATI ANCHE I VOCALIST – E’ di pochi giorni fa l’altro intervento anti-movida del sindaco: per evitare di incrementare il disturbo arrecato dai locali sulla spiaggia, fino al 15 ottobre sarà in vigore «il divieto assoluto di utilizzazione dei vocalist negli esercizi di somministrazione pubblica di alimenti e bevande ubicati sull’arenile demaniale ed in possesso dell’autorizzazione per trattenimenti danzanti e spettacoli in genere». L’integrazione è stata ritenuta necessaria, si legge nell’ordinanza, dopo avere rilevato la presenza «sulle spiagge della riviera, di alcuni stabilimenti balneari nel cui ambito sono ricompresi esercizi pubblici di alimenti e bevande, la cui attività è peraltro indipendente da quella degli stessi stabilimenti, che effettuano trattenimenti danzanti e spettacoli musicali».

da Corriere.it

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diarioelettorale

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