Albisola: movida “rumorosa”, divieto ai pedoni non residenti

di Antonella Granero

L’impossibile convivenza tra movida e residenti è sfociata ad Albisola in un divieto radicale: fatta eccezione per i residenti, nessuno potrà entrare nel centro storico dalle 3 alle 6 del mattino di tutti i sabato e domenica . Neppure i pedoni. L’ordinanza è ora al vaglio del prefetto e – se non ci saranno intoppi – dovrebbe entrare in vigore la prossima settimana. Chiamalo, se vuoi, coprifuoco: se non è una guerra, il significato non gli è poi così lontano.

È uno strano cortocircuito quello che va in scena nell’estate di grazia 2009, in Riviera. Il senatore Franco Orsi – doppietta accanita, divenuto una “celebrità” nazionale per la proposta di concedere licenza di caccia ai sedicenni – si è ritrovato la querelle sul groppone non appena eletto sindaco. Da un lato della barricata alcuni locali del lungomare tra i più amati della movida rivierasca. Dall’altra i residenti stufi di rumori, schiamazzi e vandalismi prolungati sino all’alba. Spinte diverse, diversissime, difficili da conciliare, tanto più in un territorio striminzito (e incapace di scegliere) dove tutto e il contrario di tutto sono costretti a convivere in fazzoletti di pochi metri. Ma il banco è saltato di fronte a due tendenze sempre più marcate: quella “Cafonal” (faccio quello che mi pare) e quella “Intolerance” (mi dai fastidio anche solo se respiri).

ll fiorire di ordinanze che “divieta” l’estate ne è il frutto avvelenato: l’ultima perla è quella di Orsi. A qualcuno appaiono sempre più bislacche. Per altri, chi ha una ricetta migliore alzi la mano. A chi dar torto?

da IL SECOLO XIX

L’ordinanza è poi entrata in vigore e le polemiche e le proteste continuano.

La prima notte è andata via con molti curiosi, pochi passanti con voglia di trasgredire e polemiche politiche. Qualche fischio, molti curiosi e polemiche.

Luigi Cameirano del Pd: «Un flop e non si capisce la mappatura: escluso dai veti il bar di un assessore…». I colleghi sindaci si sono dichiarati contrari: «Non si risolve il problema vietando le strade». I residenti soddisfatti.

Insoddisfatti, invece, gli aderenti al gruppo nato sul social network Facebook, sotto il titolo “Protestiamo contro un divieto che si avvicina al fascismo”.

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Pubblicato da

diarioelettorale

Webmaster, divulgatore e commentatore non compulsivo.

2 pensieri riguardo “Albisola: movida “rumorosa”, divieto ai pedoni non residenti”

  1. Non se ne può più con questi divieti selvaggi che stanno menomando il sistema giuridico italiano.
    Per questo motivo riscrivo ancora la mia lettera aperta ai cittadini.
    Spettabili cittadini,
    Di recente sono state approvate disposizioni legislative che hanno permesso l’emanazione di alcuni provvedimenti degli Enti Locali, come le Ordinanze Sindacali, i quali si stanno sostituendo alle norme nazionali e stanno introducendo divieti ed obblighi che queste non prevedono.
    Tali disposizioni stanno causando una frammentazione del suolo italiano in più ordinamenti giuridici, simili a quelli di Stati quasi indipendenti, corrispondenti al territorio dei vari Comuni in questo Paese.
    Con la presente, in caso si venisse sanzionati per una violazione di qualsiasi Ordinanza che non ricalchi i divieti delle leggi nazionali, pongo l’invito a svolgere l’atto di relativo ricorso, scrivendo una tesi difensiva in carta semplice a chi ha emanato il provvedimento locale, ai sensi dell’articolo 18 legge 689/1981.
    In tale scritto si può dichiarare il disaccordo sul verbale contestato, poiché le norme statali non prevedono alcun illecito in merito ai fatti compiuti e che l’articolo 54 commi 1 lettera A e 4 del Decreto Legislativo 267/2000, il quale concede il potere ai Sindaci di emanare diverse Ordinanze in materia di Sicurezza Pubblica, non risulta conforme agli articoli 3 e 117 primo e sesto comma della Costituzione Italiana, siccome tali atti dei borgomastri si possono sostituire ai dettami della legislazione nazionale, causando disparità di trattamento dei cittadini che compiono medesimi fatti in diversi luoghi.
    Se successivamente si dovesse ricevere come risposta l’Ordinanza-Ingiunzione del relativo verbale, suggerisco di svolgere la pratica di ricorso al Giudice di Pace, chiedendo al detto magistrato di sollevare la “Questione di Legittimità Costituzionale” della normativa succitata (articolo 54 commi 1 lettera A, 4, 4bis, 5 e 7 del Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267), poiché in contrasto con i detti articoli della Costituzione Italiana (3 e 117 primo e sesto comma); i quali dichiarano che tutti i cittadini hanno parità sociale e che la potestà legislativa e regolamentare, spetta solo allo Stato ed alle Regioni senza alcuna delega alle amministrazioni comunali.
    Grazie.

  2. PADRONI E SERVI (BALLA SERVO, BALLA)
    Piccola Allegoria della nuova tirannide

    Democrazia elettiva
    La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e con i mezzi stabiliti dalle famiglie dei padroni.
    Il padrone dice al servo: “ma ti faccio votare, non ti senti sovrano?”
    I padroni di bassa qualità, per restare al potere, usano sgherri e lacchè per tartassare i servi, e utilizzano parte dei soldi estorti ai servi per pagare sgherri e lacchè, ovvero per comprarsi voti. Il resto lo intascano loro.
    Questo permette loro di socializzare i costi del consenso, cioè di far pagare alla maggioranza di oppositori o di disinteressati il costo sia delle rendite distribuite ai clientes sia dei copiosi sussidi che le famiglie al potere ritagliano per se stesse, camuffandoli sotto le più varie forme e con le più varie modalità. Ovviamente, a tal fine, più disinteressati e distratti ci sono fra il popolo, meglio è.
    (“… se metà dei servi si rivoltano, abbiamo abbastanza denaro per assoldare l’altra metà dei servi, e mandarla a sparare addosso ai rivoltosi…”
    oggi non è più necessario sparare ai servi, c’è il lavaggio del cervello, basta mandarli in discoteca o far loro vedere i reality, non si rivolteranno più…)

    Uguaglianza
    Il padrone vuole tutti i servi uguali davanti a lui.
    Non vuole capaci ed efficienti competitor, vuole servi balordi, cannati, da discoteca, da stadio, o, nella migliore delle ipotesi, da offerte dei centri commerciali.

    Accoglienza
    Il padrone sostituisce i servi italiani pretenziosi, organizzati, sindacalizzati, relativamente acculturati, con nuovi servi africani, asiatici, sudamericani, disperati disposti a tutto, a lavorare 18 ore al giorno in uno scantinato, a vivere in venti in una bicocca.
    La nuova forza lavoro per la grande industria assistita succhiasoldipubblici, la nuova manovalanza per la criminalità organizzata, nuovi corpi a disposizione per chi va a p.ttane o a viados.

    Solidarietà
    Sussidi di stato per chi gestisce l’immigrazione dei nuovi servi. Soldi pubblici per chi ci mangia sopra. Elemosine gestite clientelarmente. Soldi di noi contribuenti coi quali i padroni comprano voti e consenso.

    Garantismo
    Il dominante di infima qualità, quello che si impone con la violenza, con la menzogna, col crimine, col furto, con l’inganno, mantiene i governati nelle peggiori condizioni possibili, perché sa che peggiore è la qualità di vita dei governati, tanto meglio è per lui. La sua greppia e il suo scranno sono più sicuri.
    Colpisce i dominati onesti e lavoratori, e favorisce i delinquenti, i puzzoni, gli insolventi, i truffatori. Le organizzazioni criminali, braccio armato dei padroni nei traffici illeciti, non devono essere disturbate.
    Favor rei e favor debitoris.
    E’ garantista chi sulla delinquenza ci mangia sopra.

    Lo stato non siamo noi, lo stato è contro di noi
    Nessuna associazione politica, nessun movimento, nessun partito, nessuna cooperativa, nessun sindacato, è veramente democratico se non prevede la possibilità per qualsiasi associato di ricoprire cariche a semplice sua richiesta, a turno, magari tramite un cursus honorum (cioè partendo da incarichi minori e poi salendo a quelli di maggior potere), se non prevede che chi ha già ricoperto cariche non può ricoprirle nuovamente (magari per 10 o 20 anni), ma deve dare la possibilità anche agli altri di svolgere quelle funzioni.
    Le elezioni sono solo una truffa ai danni di chi non ha potere, servono a far eleggere chi vuole il potente, il dominante, il padrone.
    Le elezioni non sono mai libere, sono l’esatto contrario della libertà e della democrazia.
    L’unica differenza fra destra o sinistra è che sono strumenti di differenti cosche di famiglie padrone.
    Se il popolo vuole la democrazia se la deve fare da solo: auto-organizzazione, democrazia diretta turnaria, propaganda, boicottaggio, perseveranza.

    Mezzi di distrazione di massa , mezzi di asservimento di massa (balla servo, balla)
    Il padrone guarda il buon servo, tatuato e con piercing, ballare nella discoteca che ha fatto costruire per lui e per gli altri suoi servi , e pensa:
    “BALLA SERVO, BALLA.
    Da quello scemo che sei.
    Picchiati con qualche altro servo, da quel cafone bullo che sei, ma ovviamente a me non mi tocchi neanche con un dito, neppure sai chi sono.
    Vieni nella mia discoteca a cercare sesso o affetto, l’anima gemella o una delle mie puttane pagandola.
    E impasticcati, riempiti della droga e dell’alcool che ti vendo, sfasciati nell’automobilina elettronica che ho fabbricato per te.
    Cos’altro ti meriti, fesso come sei.
    E vivi e lavora per me , pagami tasse e contributi , lascia che ti inflaziono i tuoi risparmi , usa questa moneta di carta straccia da me imposta , pagami il 20% d’IVA su ogni cosa che compri , vieni a leccarmi il sedere se vuoi un posto di lavoro…
    Ma… a tutto questo non devi pensare, né ora né mai, devi rimuoverlo dalla mente, da quella tua mente tanto stupida e indifesa che io controllo così bene. Non pensare, testa vuota, BALLA.
    Ti do panem et circensem.
    Droga, discoteca, calcio, musica, TV spazzatura, notti bianche, concerti in piazza, rave: ho creato tutto questo per te,
    proprio per TE,
    SERVO.
    Figlio di fessi e fesso tu stesso, fesso e servo ti faccio rimanere.
    A te e alla tua famiglia di servi fessi.
    Servi per l’eternità”

    Movida
    Tra le famiglie padrone dell’Italietta fintodemocratica vi sono le famiglie padrone della criminalità organizzata, le quali hanno bisogno di mode e di locali notturni che favoriscono lo spaccio e la prostituzione. Poi reinvestono gli ingenti profitti dello spaccio oltre che nella cementificazione di bassa qualità e nell’ecomafia, nel corrompere politici, amministratori locali, funzionari pubblici e tutti coloro che dovrebbero garantire l’ordine pubblico e la qualità della vita. La movida dello spaccio diviene così intoccabile, e la vita dei cittadini residenti impossibile.
    La colpa di tutto ciò è di un popolo imbelle mangiamaccheroni che lo permette senza reagire e senza sapersi organizzare. Continua a sperare che qualcun altro gli risolva i problemi… aspetta e spera, che la criminalità si avvicina. Ce l’hai già sotto casa, apri gli occhi, cog*ione d’un tartassato!
    Lo stato non siamo noi, lo stato è contro di noi. La soluzione: ronde di cittadini e comitati di quartiere autogestiti. Contro lo stato dei padroni che protegge delinquenti, balordi e spacciatori, ed è nemico delle persone oneste che la mattina si devono alzare per andare a lavorare e mantenere parassiti, balordi e delinquenti.

    Emancipazione
    Il buon servo deve ballare, ascoltare musica, innamorarsi, fare sesso.
    I padroni fanno i soldi, i servi fanno i figli.
    La moglie, la figlia, la sorella del servo devono essere a disposizione del padrone.
    La famiglia del servo deve essere disunita, disorganizzata, lacerata da liti interne e divorzi, marito contro moglie, figli contro genitori, fratelli l’uno contro l’altro.
    La famiglia del servo deve essere divisa, debole, non competitiva, non pericolosa, disarmata, imbelle.
    Dividi et impera.

    Trasgressione
    Il servo che trasgredisce obbedisce al padrone. E’ funzionale al regime. E’ per lui lecito fare del male a se stesso e agli altri servi. Nessun giudice nominato dai padroni lo punirà.
    Il padrone vuole che il servo balordo trasgredisca le regole del vivere civile tra servi e faccia così vivere male se stesso e gli altri servi. Così i servi vivono soffocati nella m.rda, e non pensano a rivoltarsi, a eliminare le famiglie dei padroni.
    Pub, discoteche, piercing, tatuaggi, ultras, droga, alcool: facciamo scannare i servi tra di loro, noi padroni vivremo più tranquilli.
    Dividi et impera, semper.

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