Ordinanza del sindaco di Ossi per bloccare il prelievo di lumache

Ossi, ‘fermo biologico’ per le lumache, ordinanza del sindaco per bloccare il prelievo selvaggio
di Pietro Simula

SASSARI. Le lumache rischiano di diventare una specie in via di estinzione. L’allarme arriva da Ossi, uno dei territori più battuti dai «raccoglitori», che propone un «prelievo controllato» per due anni al fine di scongiurare il pericolo. Il regolamento è stato approvato a maggioranza dal consiglio comunale, sarà esecutivo con l’ordinanza del sindaco.

In questi giorni di festa, sulle tavole degli ossesi non è mancato un piatto di lumache o di lumaconi, cibo prelibato di lunga tradizione attinto con abbondanza nelle campagne del proprio territorio. Tanta abbondanza e tanta grazia per cui gli abitanti menavano vanto in tutta la provincia e anche oltre, rifornendo i mercatini rionali più lontani e andando fieri della nomea di «giogarzi» per eccellenza. Dopo l’abbondanza, però, è arrivata la magra, principalmente causata dalla raccolta selvaggia (corre ancora la battuta «nelle campagne di Ossi, quando piove, trovi più gente che lumache»), ma anche dagli incendi ricorrenti e dalla pratica dell’uso indiscriminato dei pesticidi. In pochi anni i terreni si sono depauperati e la manna ha finito per essere affidata ai ricordi nostalgici di quando i raccoglitori conferivano quotidianamente sino a 50 quintali di lumache che, immesse sul mercato, consentivano a molti una integrazione del reddito familiare, o di quando i contadini al termine della della giornata di lavoro si radunavano sotto l’albero o dentro «sa pinnetta» per il classico spuntino di lumache o di lumachine o di quando ancora, il giorno della festa del patrono e nelle grandi occasioni, le massaie si esercitavano a confezionare piatti invitanti di «coccoi a pienu».

A forza di voler arraffare tutto, «gioga vana» e «gioga a conca a terra» nella stagione della deposizione delle uova, la riproduzione è andata al minimo e il prelibato gasteropodo è diventato a rischio di estinzione. Che fare per interrompere questo fenomeno, che rappresenta un campanello d’allarme significativo del mutamento dell’ordinata sopravvivenza degli ecosistemi che caratterizzano il territorio? Già da qualche anno l’assessore comunale all’A gricoltura di Ossi, Mario Demontis, ha dato l’incarico ai tecnici dell’Ersat (oggi Laore) perché analizzassero il fenomeno e proponessero delle soluzioni. Davide Canu e Pietrino Chelo sono venuti anzitutto alla conclusione che l’alta qualità, la prelibatezza e la caratterizzazione specifica delle lumache del territorio di Ossi, rispetto a quelle di altri, derivino dalla proprietà dei terreni ricchissimi di carboidrati. La proposta è quella di intervenire con un regolamento che disciplini per due anni la raccolta delle lumache, un tempo sufficiente per riavviarne il ciclo produttivo. Un po’ come già succede per certi tipi di selvaggina o di pesci e molluschi.

(02 gennaio 2010)

da La Nuova Sardegna

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diarioelettorale

Webmaster, divulgatore e commentatore non compulsivo.

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