I graffiti sui muri hanno un prezzo- Maxi multe a Roma – E Milano si costituisce parte civile in tribunale

dalle città nuova guerra ai writer

di PAOLA COPPOLA

ROMA – Monumenti, palazzi, tram “liberati” dai graffiti. Roma dichiara guerra al degrado e adotta maxi multe contro writer e imbrattatori. Da oggi non saranno più tollerati disegni e scritte con le bombolette spray, rischia una multa di 1000 euro anche chi vende gli “arnesi del mestiere” ai minori. Così stabilisce un’ordinanza del sindaco Alemanno che fa parte di un pacchetto di misure contro chi sporca le strade. Colpito anche chi getta i pacchetti di sigarette, abbandona su auto e motorini volantini o affigge manifesti abusivi, tema scottante in campagna elettorale. L’ordinanza in vigore fino a gennaio 2011 prevede 500 euro di multa se si imbratta un monumento o un luogo di culto, 300 se si scelgono edifici, segnali stradali, vetrine e mezzi di trasporto. Previsto l’obbligo di ripulire entro 15 giorni, pena un altro addebito da parte del Comune alla fine dei lavori.

Roma sposa la linea dura di Milano. Qui a luglio 2007 è stata attivata una task force di vigili che ha denunciato oltre 50 writers. A inizio 2009 è stata firmata l’ordinanza che ha permesso di fare oltre 100 multe da 500 euro. Il Comune si è costituito parte civile in diversi procedimenti penali, l’ultimo contro il famoso graffitaro Bros. E una banca dati raccoglie un centinaio di tag, i nomi degli autori utili a “incastrare” il colpevole senza la flagranza di reato. Tanto più che da agosto le nuove norme sulla sicurezza hanno inasprito le sanzioni. I danni sono notevoli, i costi per porvi rimedio pure, ma non sono un deterrente. Non ci pensavano i due ragazzi che due giorni fa hanno scritto “Sono apparso alla Madonna” vicino piazza Santo Spirito. Denunciati. Ma a Firenze le sanzioni sono rare, la giunta si è concentrata sulle tecnologie “pulisci-muri”, e il Comune deve provvedere alla copertura delle scritte “a contenuto politico o blasfeme o contrarie alla pubblica decenza”.

A Bologna il piano-antigraffiti della giunta Delbono va a rilento, ma è stato messo a punto un vademecum per evitare gli interventi fai-da-te con vernice e pennello. A Napoli per Carnevale è stata vietata la vendita e l’uso anche di spray che imbrattano, chi trasgredisce paga 200 euro. A Bari, a gennaio, ci ha pensato il sindaco Emiliano a far cancellare agli ultrà le scritte razziste contro Mario Balotelli. A Potenza vigilano poliziotti in borghese, e a Palermo ci sono le sanzioni ma i graffiti appaiono su diversi monumenti. Altre città sperimentano modelli diversi. Torino preferisce assicurare gli spazi pubblici contro i vandali. “Non c’è un’emergenza che ci spinga a fare un’ordinanza – assicura l’assessore all’Arredo urbano, Ilda Curti – Il divieto di imbrattare i muri è previsto dal regolamento comunale. Portiamo avanti politiche alternative”. Palazzo Civico ha previsto pacchetti di pulizia scontati per i condomini, e sono nate scuole che educano i writers a sfogarsi negli spazi appositi. Genova con i graffittari ha un rapporto di dialogo, ma per pulire i muri il Comune spende ogni anno 90mila euro. Nel 1995 era nata “Coloriamo”, iniziativa per decorare i sottopassaggi, nel 2007 un muro del centro è stato dipinto da artisti coordinati dal writer Christian Blef. Titolo dell’opera: “Rules”.

(08 febbraio 2010)

da La Repubblica

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diarioelettorale

Webmaster, divulgatore e commentatore non compulsivo.

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