E ci siamo giocati pure la Spagna

VACANZE
Niente sesso e pioggia di divieti:
è finita la “fiesta” sulle spiagge spagnole
Anche la Costa del Sol si piega alla tolleranza zero

BARCELLONA – Da spiagge «libertine» a litorali pieni di divieti. Da sempre la costa del Sol e le altre regioni turistiche della Spagna sono invase dai milioni di vacanzieri europei, attratti dall’immancabile «fiesta» e da uno stile di vita rilassato e tollerante. Ma quest’anno chi è in vacanza nella penisola iberica ha notato che qualcosa è profondamente cambiato. Non solo la polizia locale ha dichiarato guerra alla criminalità organizzata, ma numerosi comuni iberici hanno introdotto una serie di divieti e di regole che faranno storcere il naso a parecchi villeggianti. In alcune importanti località turistiche sono state approvate norme che puniscono con multe salate i turisti che fanno sesso in spiaggia, che suonano la chitarra in riva al mare e che fumano e bevono alcool sdraiati sui litorali spagnoli. Infine in altre città iberiche sarà costretto a pagare una sanzione pecuniaria persino chi aprirà l’ombrellone in orari insoliti.

DIVIETI – Il Times di Londra elenca i principali divieti che da quest’anno potrebbero rendere la vacanza dei turisti europei meno divertenti. Ad esempio a Salobrena, comune della provincia di Granada, chi ascolta la radio sulla spiaggia può essere multato fino a 300 euro, mentre chi organizza un barbecue senza permesso sui lidi della città incorre in una sanzione che può costare anche 3000 euro. I turisti che vogliono evitare la multa, devono chiedere l’autorizzazione alla polizia almeno una settimana prima e pagare una cauzione di 70 euro. Sui lidi di Valencia invece sono banditi cani e gatti, è proibito ascoltare musica senza le cuffie e si può bere alcol solo in determinate zone della spiaggia. Lourdes Bernal, consigliera comunale della città spagnola, non accetta l’accusa di «guastafeste» e a chi protesta contro queste nuove norme restrittive, risponde serafica: «Certamente non multeremo chi beve una sola birra».

MULTE – Ci spostiamo più a nord, verso la Costa Brava, ma la situazione non cambia. I divieti sono sempre i protagonisti. Sul litorale di L’Escala, in Catalogna, è vietato fumare, mentre nella vicina Tossa de Mar chi sarà beccato a fare sesso sulle spiagge della città dovrà mettere mano al portafoglio. C’è da dire che questa decisione ha provocato l’ira dei cittadini locali e di numerosi turisti che hanno organizzato anche una manifestazione notturna per protestare contro la nuova norma. Il comune di Benidorm, «la città del sole e della sangria», ha deciso di chiudere l’accesso alle spiagge da mezzanotte fino alle 7 del mattino. Chiunque sarà trovato sui lidi nelle ore «proibite» dovrà pagare una multa di 750 euro. Ma i divieti di Benidorm non finiscono qui: si giocherà a pallone solo in zone specifiche (multe di 120 euro per i trasgressori), non si potrà scendere in spiaggia con cani e gatti (la sanzione per chi viola la norma è di 250 euro), non si lascerà l’ombrellone sul lido di notte (multa di 150 euro) e infine niente alcol in spiaggia (sanzione fino a 300 euro). Charles Svoboda, membro dell’ associazione “No Abusos Urbanisticos” non sembra d’accordo con il nuovo corso delle città spagnole e dichiara al Times di Londra: «Questo paese è passato da una situazione in cui non esisteva alcuna regola a quella opposta dove ci sono troppi divieti. Forse le nuove norme e le sanzioni faranno crescere gli introiti dei comuni in questo periodo di recessione».

Francesco Tortora
18 luglio 2009

da Corriere.it

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A Carnevale non tutti i scherzi valgono

08/02/2009 – Latina – Con Ordinanza n. 01/2009/P.M. il sindaco Zaccheo ha ribadito “il divieto di lancio di oggetti o sostanze imbrattanti, uova ed altri corpi contundenti che possano recare danno alle persone, nonchè di portare, senza giustificato motivo, estintori, “bombolette spray”, buste ed altri simili recipienti utilizzati per contenere schiuma da barba “.

Si tratta, purtroppo, di abitudini diffuse nel periodo di Carnevale che hanno determinato spesso, in passato, l’insorgere di concrete situazioni di pericolo per la sicurezza delle persone e della circolazione stradale

Sarà tolleranza zero per i contravventori per i quali è prevista, fatta salva l’applicazione delle sanzioni stabilite per illeciti amministrativi o penali concorrenti eventualmente accertati, la sanzione amministrativa pecuniaria da 25,00 euro a 500,00 euro.

da sabaudiain.it

I furbetti dell’alcova

Tutti contro il mestiere più antico del mondo. Dopo la scure della ministra Carfagna, infatti, è arrivata l’ordinanza del sindaco di Verona per colpire le belle di notte che lavorano in casa. Insomma, vietato prostituirsi in strada, vietato prostituirsi tra le mure domestiche, almeno lungo le sponde dell’Adige.

In attesa di scoprire se altri primi cittadini seguiranno la via indicata dal leghista Flavio Tosi, si possono già vedere i primi risultati del ddl firmato dalla Carfagna: le lucciole non sembrano intenzionate a lasciare le strade, mentre sono aumentati i canoni di affitto degli appartamenti in cui lavorano. Già, proprio così: gli squali hanno fiutato l’odore del sangue e si sono buttati sulla preda: 900 euro per 20 metri quadrati nel cuore di San Salvario. Tutti in nero, è ovvio, tanto siamo in Italia.

A Torino, facendo i conti della serva, saranno almeno un migliaio gli appartamenti dove si vende amore a pagamento. Quasi tutte le prostitute che “passeggiano” in strada hanno un tetto dove portare i clienti, magari diviso con altre ragazze. E chi sono i proprietari di queste alcove? Alcune sono nelle mani di chi controlla il mercato della prostituzione, altre vengono affittate da “bravi” cittadini, attirati dal denaro facile. In fondo basta un appartamento con un paio di camere per mettersi in tasca almeno duemila euro esentasse ogni mese. E chi se ne frega se poi gli altri inquilini si lamentano del continuo via vai, del portone che rimane sempre aperto, dei rumori, del valore dell’immobile che va a farsi benedire: meglio un uovo oggi che una gallina domani. Se poi l’uovo diventa sempre più grosso, meglio ancora.

E allora perché non cercare di colpire questi furbetti? Perché non dare la possibilità alle “ragazze di vita” di mettere su una bella cooperativa per essere finalmente in regola, pagare le tasse e correre anche meno rischi? Non dimentichiamoci che l’Italia è il Paese dei divieti che nessuno rispetta e fa rispettare. E combattere il mestiere più antico del mondo a colpi di leggi e ordinanze è come cercare di svuotare il mare con un cucchiaino.

Scritto da: Filippo De Ferrari – deferrari@cronacaqui.it

da CronacaQui

THE INDEPENDENT contro l’Italia “Vietate tutte le cose divertenti”

LONDRA – Sono tante le cose che non si possono fare nel nostro Paese, in questa estate 2008. Prendiamo ad esempio le spiagge: su tutto il territorio nazionale è vietato farsi fare un massaggio cinese sul lettino, o comprare un pareo o un costume da un vu cumprà. E se poi passiamo in ambito locale, le proibizioni crescono, grazie a una serie di provvedimenti emanati da sindaci più o meno sceriffi. Una situazione diffusa che adesso finisce nel mirino dei giornali inglesi. O più precisamente in quello dell’autorevole THE INDEPENDENT, che al fenomeno tricolore del “nonsipuotismo” stabilito per legge (o per ordinanza) dedica un ampio articolo. Con un titolo che è già un commento: “Turisti attenti: se una cosa è divertente, l’Italia ha una legge che lo vieta“.

Oggetto del reportage, come è spiegato dalle pagine del giornale, è la “tempesta di nuove regole e regolamenti, che rischiano di trasformare il Belpaese nel più grande stato-babysitter“. Con i cittadini visti come bambini da controllare accudire e limitare, quasi in ogni ambito del vivere pubblico.

In realtà, però, l’articolo dell’Independent – oltre a una denuncia dell’eccesso di regole e regolette in vigore in casa nostra – vuole anche avvertire i visitatori provenienti dall’estero. I quali, magari abituati a situazioni più permissive, vanno incontro a possibili sanzioni: “Gli stranieri inconsapevoli rischiano pesanti multe se fanno cose che sono perfettamente legali da qualsiasi altra parte del mondo, eccetto in quella città o paese dove si trovano – scrive il giornale – a Genova, per esempio, è ora illegale camminare per strada con una bottiglia di vino o una lattina di birra. A Roma è ok, ma se ti sdrai sotto un pino o sui gradini di piazza di Spagna per berla, o solo per mangiare un sandwich, il tuo comportamento ‘indecoroso’ può essere penalizzato. Lo stesso se il tuo snack all’aria aperta è seguito da un sonnellino”.

Il giornale elenca molte delle ordinanze di quest’estate, e ricorda: “Il governo di Silvio Berlusconi può essere stato il primo al mondo a introdurre il ‘ministero della semplificazione’ (quello del leghista Roberto Calderoli, ndr) con il compito di identificare ed abolire leggi inutili, ma nell’interesse di una maggiore democrazia a livello locale e della sicurezza, il suo ministro dell’Interno Roberto Maroni ha consentito a migliaia di fiori legali di sbocciare. Molte di queste ordinanze non verranno probabilmente mai fatte rispettare, ma sarà una scarsa consolazione per colui che dava da mangiare ai piccioni, e che avrà una pesante multa tra i suoi souvenir delle vacanze”.

E gli esempi, al di là di quelli forniti dal quotidiano britannico, potrebbero continuare. Ecco qualche altro esempio. A Forte dei Marmi non si può fare giardinaggio nel weekend, mentre a Novara, dopo le 11 di sera, è proibito stazionare nei parchi in più di due persone. A Capri e a Positano, è proibito portare gli zoccoli ai piedi. Il divieto di andare in giro a torso nudo se sei uomo, in bikini se sei donna arriva invece da Viareggio, dove è vietato anche appoggiare i piedi sulle panchine o andare in skateboard sulla passeggiata del lungomare.

(17 agosto 2008)

da laRepublica.it

Dal bacio in auto agli zoccoli. Sì, l’Italia è tutta un divieto

di Federica Fantozzi

Altro che estate all’insegna della libertà: l’Italia si scopre il Paese dei divieti. Dagli zoccoli di legno, alle effusioni amorose, dai tagliaerba usati fuori orario ai bagni nelle fontane cittadine: la lista delle proibizioni aumenta di anno in anno. Non senza qualche curiosità. A Novara è vietato stare nei parchi di sera in gruppi di 3 o più persone. Ordine del sindaco leghista.

Fate attenzione: «È assolutamente vietato danneggiare o rubare i cartelli che recano messaggi di divieto», pena la multa fino a 428 euro. Facinorosi e collezionisti sono avvertiti, se non vogliono rimpinguare le casse dei più disparati comuni italiani. Perché quest’estate il Belpaese è tutto un divieto: si è passati dalla finanza all’ordinanza creativa, e al vacanziere tocca la gimkana. Il manifesto ne ha pubblicata una mappa dettagliata, spassosa e inquietante.

Ah sposarsi a Cernobbio, sul lago di Como celebrato dal Manzoni e ammodernato da George Clooney: a togliere un filo di romanticismo è giusto l’ispezione igienico-sanitaria obbligatoria nella casa dei novelli coniugi. Belli e così tipici gli zoccoli da mare che si possono ammirare, nonché comprare a caro prezzo, nelle boutique di Capri: peccato che ad indossarli si disturbi la quiete balneare e arrivano i vigili. Il prato della villetta che avete affittato è invaso di gramigna? La siepe minaccia di entrarvi in camera? Il rampicante ha occluso il camino? Se siete a Forte dei Marmi rischiate 500 euro di multa a impugnare il tagliaerba nelle ore pomeridiane consacrate alla pennichella o nei fine settimana (si prevedono proteste dei giardinieri, il cui giro d’affari è in pericolo). In via di estinzione i gruppi di amici a Novara dove il sindaco leghista ha vietato lo «stazionamento serale di 3 o più persone» nei parchi e nei giardini comunali. Il che sembrerebbe favorire le coppiette, laddove a Eboli, parecchio più a Sud, due bacetti in auto possono costare cari.

Poi ci sono i divieti intuitivi ma non del tutto. Quasi ovunque non si può fare il bagno nelle fontane. Un’italiana trasferita in Islanda ha scritto a un quotidiano: il suo nordico compagno e i loro due figli facevano il pediluvio in una fontana romana, quando un tutore dell’ordine li ha allontanati in malo modo urlando e spaventando i pupi. «Visto che a Reykjavik si può – si duole lei – Dovrebbero mettere un cartello».

Altro divieto ad ampio raggio è il tuffo in spiaggia. Ma se il trampolino c’è, però non si può usare, che senso ha? O vale per quelli – molti senza dubbio – che se lo portano da casa al posto delle paperelle di gomma e del secchiello? A proposito: a Eraclea, nel Veneto dei sindaci-sceriffi, non si possono scavare buche né costruire castelli di sabbia sul bagnasciuga: non sia mai un passante ci caschi dentro o ci sbatta contro.

L’ultima tendenza è l’ordinanza anti-bivacco, elasticissima. A Verona, i concittadini del padano sindaco Tosi si sono ritrovati le panchine divise a metà da una sbarra che impedisce sì il pisolino ai barboni, ma anche la permanenza comoda a chiunque superi 50 chili di peso. È la stessa città dove vige il no smoking nei parchi: l’unica vittima per ora è stato un immigrato costretto a sganciare 50 euro, ma la giurano che sia una coincidenza. A Vicenza inflessibili vigili in bici hanno multato una coppia di ragazzi perché leggevano libri in un parco pubblico. I due hanno protestato: altri non sono stati sanzionati, non sarà perché gli autori da loro prescelti erano Pasolini e Saviano? Le autorità comunali dibattono pensose se presidiare la linea della fermezza o incentivare l’alfabetismo.

A Roma il neo-sindaco Alemanno ha i suoi grattacapi: appena ha pubblicizzata l’ordinanza anti-cassonetto gli sono saltati tutti addosso, dall’associazionismo cattolico ai consumatori ai vegani più à la page. Morale, ha dovuto fare retromarcia: «Ce l’avevo con il racket, mica con i poveracci». Né pare di facile applicazione il rimedio anti-writers: chi sarà sorpreso a imbrattare muri pubblici dovrà cancellare, oltre al suo, 10 graffiti.

A Firenze, il nuovo regolamento-omnibus disciplina pressoché tutti i comportamenti. Il problema è che i residenti ancora non lo hanno letto e non lo sanno. Ne conseguono contravvenzioni a pioggia: 160 euro all’incauto che ha steso i panni dalla finestra in modo visibile ai turisti del centro fiorentino. Multate due mendicanti sdraiate sul marciapiede: non perché chiedessero l’elemosina ma per intralcio alla circolazione. Non è proibito – come a Venezia o Positano – mangiarsi un panino in strada purché non lo si faccia «in modo indecente». Arbiter elegantiae, ovviamente, il vigile: che ha sanzionato una famigliola francese priva di buona creanza. In Laguna, dopo un duro braccio di ferro con i venditori di becchime, è diventato fuorilegge nutrire i celebri piccioni di San Marco. Si spera che i pennuti, pasciuti da decenni di turismo bendisposto, non diventino antropofagi.

In ogni caso, comune che vai sindaco che trovi. Sarebbe vietato circolare vicino alla riva con gommoni e moto d’acqua a motore acceso. Ma quando Briatore & company hanno suscitato lo sdegno dei bagnanti approdando a tutta birra sulla spiaggia sarda di Capriccioli, il primo cittadino di Arzachena ha vestito i panni di Giobbe: «Reazioni esagerate, sa quanti ce ne sono di maleducati? Certe presenze fanno bene per il turismo, bisogna sopportare». Anche il divieto di occupare la battigia è variamente applicato lungo la Penisola. Come la repressione dei «furbetti dell’ombrellone»: colpevoli di lasciarlo piantato sulla spiaggia libera anziché caricarselo in spalla ogni sera. Nessuno, ci si augura, ha davvero pagato mille euro per aver lasciato l’asciugamano a occupargli il posto. Poi: vietato il volantinaggio pubblicitario tra le sdraio, ma non i mega-striscioni aerei che sfondano i timpani.

E se dappertutto è proibito portare cani in spiaggia – alla faccia degli abbandoni – a Capalbio la questione è di stile. All’Ultima spiaggia un cartello informa che «è vietato condurre animali». Subito sotto, a pennarello, la rettifica: «Il dottor Vigna ritiene che il termine “condurre” sia sbagliato. È dunque vietato introdurre animali».

Pubblicato il: 15.08.08 su Unità.it

Tolleranza zero, è l’estate dei divieti

ROMA – Attenti ai piccioni. A Lucca, dargli da mangiare può costare caro: fino a 500 euro di multa. Frenate, poi, le vostre effusioni: per un bacio in auto a Eboli si sborsano 500 euro. Organizzate una festa con fuochi d’artificio? Ricordate che a Positano sono vietati ogni giorno, tranne il sabato. E poi, dite addio ai massaggi sui litorali. Ogni estate ha i suoi divieti, si sa. Ma questa del 2008 rischia di diventare un percorso a ostacoli. Complice il decreto Maroni, che incoraggia la “creatività” dei sindaci a colpi di ordinanze.

In effetti i primi cittadini, ora “ufficiali di governo”, stanno dando prova di grande fantasia. I divieti? Dai più seri, ai più futili. Tra i primi, quelli che colpiscono l’accattonaggio (ad Assisi, Verona, Venezia, Firenze), la prostituzione di strada con maximulte ai clienti (a Padova, Verona, Silvi, Pescara), gli ambulanti abusivi e il trasporto di merce in borsoni (a Venezia, Alassio, Roma, Cortina d’Ampezzo, Forte dei Marmi).

Un pacchetto d’ordinanze, questo, che è direttamente figlio del decreto legge del 5 agosto scorso, relativo ai nuovi poteri dei sindaci. Altri divieti, che colpiscono a pioggia i comportamenti più vari, sono invece usciti dai cassetti dei Comuni ben prima del via libera dato dal Viminale. Capostipite, l’ordinanza anti-lavavetri di Firenze, del 27 agosto 2007.

A Positano, da fine giugno scorso i “botti” sono vietati nelle feste private, tutti i giorni a eccezione del sabato dalle 20.30 alle 23. Le multe? Da 50 a 500 euro. Il sindaco di Forte dei Marmi, Umberto Buratti, invece, ha deciso di vietare l’uso del rumoroso tagliaerba nel pomeriggio e durante il weekend. Ben oltre si è spinto il 2 agosto scorso, il sindaco di Eboli: ha infatti deciso di istituire una multa fino a 500 euro per chi viene trovato in auto in atteggiamenti amorosi.

A Lucca, il nemico è il piccione e chi gli dà da mangiare: la multa può andare da 25 a 500 euro. Sotto attacco sono poi le panchine di mezza Italia: a Voghera, il vicesindaco Graziano Percivalle (Udc) le vieta a partire dalle 23 a gruppi composti da più di tre persone; a Viareggio, invece, nei mesi di luglio e agosto è vietato appoggiarvi sopra i piedi. A Novara, il primo cittadino Massimo Giordano proibisce la sosta notturna nei parchi a più di due persone.

Attenti anche in spiaggia: a Massa Carrara non si può cucinare dentro le cabine degli stabilimenti; ad Eraclea, guai a costruire castelli di sabbia; a Is Aruttas (Olbia) multa fino a 360 euro per chi fuma in spiaggia. Non va meglio in città: a Genova dall’8 agosto scorso, non si può passeggiare con una bottiglia di bevanda alcolica in mano, tra i carrugi del centro storico. Vietato, poi, in molte città (ad esempio Capri) girare a torso nudo o in bikini.

Per non essere da meno degli enti locali, anche il governo nazionale impone i suoi divieti estivi. Con un’apposita ordinanza, infatti, il sottosegretario al Welfare, Francesca Martini, ha proibito qualche giorno fa i massaggi lungo i litorali, per “prevenire gli effetti pericolosi che possono essere generati dalla pratica sulle spiagge di prestazioni estetiche o terapeutiche, da parte di soggetti ambulanti non in possesso di adeguata preparazione e competenza”.

C’è invece chi i divieti decide di toglierli. Il 13 agosto, un uomo che leggeva un libro sdraiato sul prato di Campo Marzo a Vicenza è stato multato di 50 euro, in base a un’ordinanza del 2002, che vietava di adagiarsi sull’erba di alcuni giardini pubblici. Divieto, che il Comune ha deciso però di togliere per permettere di “stendersi sull’erba: cosa che tranquillamente avviene in tutti i più bei parchi del mondo”.

di vladimiro polchi – 15 agosto 2008 
 
 da Repubblica.it

L’estate dei divieti

MILANO – L’estate 2008 sarà ricordata come “quella dei divieti”: tanti e anche bizzarri, ma sicuramente da rispettare per evitare multe salate. Qualche esempio? A Forte dei Marmi, cuore della Versilia chic, è vietato tagliare l’erba nel weekend o nelle ore pomeridiane. Forse per non disturbare i villeggiante che fanno il sonnellino, ma come fa una persona che lavora tutta la settimana?

I SUPERPOTERI DEI SINDACI – Il decreto legge n. 92, effettivo dal 5 agosto, ha allargato i poteri dei sindaci, attraverso la modifica dell’articolo 54 dell’ordinamento degli Enti Locali. In passato il primo cittadino poteva emanare «atti che gli sono attribuiti dalle leggi e dai regolamenti in maniera di ordine e sicurezza pubblica». Ora è incaricato della vigilanza «su tutto quanto possa interessare la sicurezza e l’ordine pubblico, informandone preventivamente il prefetto». La voce «sicurezza e ordine pubblico» prende così svariate sfaccettature.

GUERRA ALLA MASSAGGIATRICI – In estate i divieti sembrano lievitare. Oltre ai classici topless (in diverse località) e giochi in spiaggia (persino i castelli di sabbia a Eraclea, nel veneziano), sono proibiti i massaggi in spiaggia. Da qualche anno, tra i Vu Cumprà e i Coccobello, sono comparse sui litorali italiani diverse cinesine che offrono massaggi e tatuaggi all’henné. Ma il sottosegretario al Welfare, Francesca Martini, ha dichiarato guerra ai massaggi in spiaggia, tanto amati anche dai vip. Dopo anni di nudismo, al Lido di Dante a Ravenna è ora vietato il look total nude.

NO AI RELITTI – Nella lista dei divieti più buffi, c’è anche quello che proibisce la raccolta di relitti trovati in mare o in spiaggia. Pena una multa fino a 1.032 euro. A Positano e Capri è vietato camminare con gli zoccoli. Troppo rumorosi. In alcune spiagge non si può abbandonare il telo mare per prenotare il posto. Si rischiano fino a mille euro di multa. A Bologna invece c’è chi detta legge sui piercing, vietati «su parti anatomiche le cui funzionalità potrebbero essere compromesse». La multa è ancora in fase di elaborazione.

PANCHINE SOTTO ACCUSA – Sono diversi i divieti che riguardano le panchine, o più in generale le soste. A Viareggio è proibito appoggiare i piedi sulle panchine sulla passeggiata del lungomare a qualsiasi ora del giorno. A Voghera invece non ci si può sedere dopo le 23. Nei giorni scorsi ha fatto discutere anche l’ordinanza del comune di Novara che proibisce a più di due persone la sosta nei giardini pubblici. Sempre nell’esclusiva Capri è vietato sedersi sugli scalini della famosa piazzetta. E infine c’è il divieto dei divieti: è proibito danneggiare o rubare i cartelli dei divieti, ovviamente. La multa può raggiungere i 428 euro.

Ecco l’elenco di alcuni divieti:

VENDITORI AMBULANTI: vietata la vendita abusiva di qualsiasi merce sulle spiagge. Multa
da 250 euro a 1.500 euro. In diverse località, come Roma, Venezia, Firenze ed Alassio (Sv) è vietato trasportare merce in borsoni, sacchetti di plastica e simili. Multa da 25 euro a 250
ANIMALI – A Sirolo, in provincia di Ancona, è proibito l’ingresso di gatti e cani, anche con guinzaglio e museruola. Multa fino a 155 euro
MASSAGGI – Niente massaggi da personale ambulante sui litorali toscani e romagnoli. Multa da 2 mila euro a 10 mila
NUDISTI – A Ravenna no al nudismo, altrimenti si paga una sanzione fino a 102 euro
FUOCHI D’ARTIFICIO – A Positano non si possono sparare i fuochi d’artificio durante le feste private, ad esclusione del sabato. Multa da 50 euro a 500
PICCIONI – In diverse città italiane è vietato dare da mangiare ai piccioni. Multe da 50 euro a 500.
FONTANE – Vietato rinfrescarsi nelle fontane pubbliche. Multa da 50 euro a 500
CABINA – Non si può cucinare all’interno delle cabine da spiaggia. Il pranzo fai-da-te può costare fino a mille euro di multa
ASCIUGAMANI – È proibito prenotare il proprio posto in spiaggia lasciando l’asciugamano in terra. Multa fino a 1.000 euro
ZOCCOLI – Camminare con gli zoccoli è troppo rumoroso, per questo è stato vietato a Positano e Capri. Multa 50 euro
BANCHETTARE – Vietati i picnic in spiaggia o in strada a Positano, Ravello, Venezia, Capri, Firenze. Multa da 25 euro a 500
DECORO – In diverse località non si può camminare per strada senza maglietta o solo in bikini. Multa da 50 euro a 1.000
GIOCHI IN SPIAGGIA – No al calcio, bocce, racchettoni e altri giochi in spiaggia. Ad Eraclea, Venezia, è vietato anche costruire castelli di sabbia, perché ostruiscono il passaggio ai bagnanti e non si possono scavare buche. Multa da 25 euro a 250. In molte spiagge è vietato tuffarsi. Multa da 100 euro a 1.000. A Torino sono banditi dalle piscine pubbliche vandali, bulli e disturbatori
SPIAGGIA – È vietato occupare la fascia di 5 metri della battigia destinata al transito dei bagnanti e anche accendere fuochi. Multa da 100 euro a 1.000. Ad Eraclea, nel veneziano, non si possono raccogliere conchiglie e portare via la sabbia. Multa da 25 euro a 250. È proibito appropriarsi di relitti trovati in fondo al mare o sulla spiaggia. Multa fino a 1.032 euro
TAGLIARE L’ERBA – A Forte dei Marmi è vietato usare il tagliaerba nelle ore pomeridiane e nei weekend. Multa fino a 500 euro
SKATEBOARD – No agli skateboard nel centro storico di Viareggio. Multa da 25 euro a 500
ACCATTONAGGIO – Vietato chiedere l’elemosina, importunare i turisti, chiedere spiccioli ai passanti, in tutte le città d’Italia. Multa da 100 euro a 1.000
SOSTA NEI PARCHI – A Novara, vietato sostare in più di due persone nei parchi pubblici dopo le 23.30. Multa da 25 euro a 500
FUMO – Non si può fumare nei parchi giochi pubblici attrezzati per i bambini a Verona. Multa 50 euro. Divieto assoluto a Napoli e Bolzano. Multa da 25 euro a 500. Sigaretta bandita in in spiaggia a Is Aruttas (Oristano). Multa fino a 360 euro
EFFUSIONI AMOROSE – Anche un bacio è vietato nelle automobili a Eboli (Sa). Multa fino a 500 euro
PIERCING – A Bologna è vietato farsi un piercing «su parti anatomiche le cui funzionalità potrebbero essere compromesse». La multa non è ancora stata decisa
RISCIO’ – A Mintumo, Latina, non si possono usare i risciò a pedali sul lungomare nei fine settimana di luglio e in tutto il mese di agosto. Multa 500 euro
PROSTITUZIONE – Divieto di praticare l’attività su tutti il territorio comunale. Multe salate anche per i clienti
BIBITE E ALCOLICI – In alcune località sono vietate le bibite di vetro. Multa fino a 500 euro. Nel centro storico di Genova il divieto riguarda gli alcolici sia in bottiglia che in lattina . Multa fino a 360 euro.
SOSTA – A Capri è vietato sedersi sulle scalette della famosa piazzetta. Multa 50 euro. A Genova non si può bivaccare nei vicoli del centro storico dalle 22 alle 6. Multa fino a 250 euro. A Voghera, nel pavese, non si può sostare sulle panchine e nei parchi pubblici, dopo le 23. A Viareggio, invece, è vietato appoggiare i piedi sulle panchine pubbliche in qualsiasi ora del giorno. Multa da 25 euro a 500 euro
FUNGHI E FRUTTI DI BOSCO – Vietato calpestare e danneggiare i funghi sui terreni pubblici dell’Alto Adige. SI rischia di pagare fino a 113 euro. Sul Monte Gran Paradiso è vietato raccogliere fragole, lamponi e mirtilli. Multa da 25 euro a 1.000
MUSICA – Sulla spiaggia, dalle 13 alle 16, bisogna tenere il volume basso della radio. La multa arriva fino a 1.000 euro
CARTELLI DIVIETI – Divieto di danneggiare o rubare i cartelli che recano messaggi di divieto. Multa da 77 euro a 428
AUTO E MOTO – Divieto di sosta sia per la auto che le moto nei pressi della spiaggia demaniale. Multa fino a 1.032 euro. In Emilia Romagna è vietato accedere con mezzi a motore nelle aree boschive. Multa salata: da 2.000 euro a 10.000
VOLANTINAGGIO – È vietato fare volantinaggio in spiaggia. Multa fino a 250 euro
BURQA – A Azzano Decimo (Pn), vietato alle donne musulmane girare per le vie del paese con indosso il tradizionale burqa
REDDITO MINIMO – Per richiedere la residenza a Cittadella (Padova), bisogna avere un reddito minimo di sopravvivenza di 5000 euro
LAVAVETRI – Divieto di intralciare in qualsiasi modo il traffico. Una misura per impedire che i lavavetri sulle strade. Multa 206 euro
ALIMENTI – Vietato vendere cibi crudi, nel periodo compreso tra il primo giugno e il 30 settembre, in Emilia Romagna. Multa fino a 206 euro

da Corriere.it