Pizzicato la notte del 31 l’assessore leghista alla Sicurezza di San Pietro in Cariano

Guida in stato d’ebbrezza a Capodanno Patente ritirata al vigile-assessore
Sterza. La sua giunta ha avviato una crociata contro l’alcol ai giovani

VERONA – Guida in stato di ebbrezza e patente ritirata: per ironia del destino, è successo a un vigile-assessore alla Sicurezza della Lega, «pizzicato» alticcio al volante la notte di Capodanno. Insomma il colmo per Alessandro Sterza, vigile in aspettativa a Pescantina e assessore leghista alla Sicurezza e ai rapporti con la polizia municipale del comune di San Pietro in Cariano, nel Veronese. Anche perchè nei mesi scorsi la giunta comunale di cui fa parte ha lanciato una crociata contro l’abuso di alcol da parte dei giovani, punendo con 500 euro di multa chiunque venda bevande alcoliche ai minori di 16 anni.

da Corriere.it

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Verona, prima multa antidisturbo, cento euro a 23enne per musica alta

La polizia municipale di Verona ha multato un 23enne per la violazione all’ordinanza comunale del 24 febbraio, che vieta il disturbo e la lesione della civile convivenza all’interno dei condomini. I vigili sono intervenuti su richiesta dei vicini, che avevano segnalato rumori: all’interno dell’appartamento un giovane veronese con cinque amici ascoltava musica ad altissimo volume. Gli è stata notificata una sanzione di 100 euro.

La multa è stata verbalizzata la notte scorsa: la Polizia municipale di Verona ha sanzionato un 23enne abitante in un condominio per la violazioneall’ordinanza del sindaco Flavio Tosi del 24 febbraio scorso, che vieta il disturbo e la lesione della civile convivenza all’interno dei condomini. Gli agenti sono intervenuti su richiesta dei vicini, che avevano segnalato rumori e disturbo, fatto che la Polizia municipale ha effettivamente verificato, visto che ha dovuto suonare il campanello una cinquantina di volte prima che qualcuno si decidesse ad aprire la porta.

All’interno dell’appartamento sei giovani italiani e una musica ad altissimo volume. All’occupante dell’appartamento, un veronese, è stato notificata la sanzione di 100 euro prevista in questi casi per la prima infrazione e i suoi cinque amici sono stati identificati. L’ordinanza anti-rumore prevede che la sanzione diventi più pesante in caso di recidiva: 250 la seconda volta e 450 la terza.

da TGCOM

Verona – Bombolette spray vietate nelle sfilate di Carnevale

ORDINANZA Provvedimenti già firmati dal sindaco per evitare incidenti e danni alla salute come avvenne nel 2006, quando 120 ragazzi finirono al pronto soccorso

Vietati tutti gli schiumogeni, in particolare per il corteo dei carri. Venerdì gnocolar, modifiche alla viabilità.

Verona. Nei giorni di Carnevale non si potranno usare bombolette di schiuma. Il divieto, contenuto in un’ordinanza firmata dal sindaco nei giorni scorsi, vieta l’uso di prodotti schiumogeni dalle 9 alle 20 nei luoghi delle più importanti manifestazioni carnevalesche veronesi, in particolare il Bacanal del Gnoco di venerdì 20 febbraio, con la tradizionale sfilata dei carri, e la festa de la Renga di mercoledì 25 febbraio.

L’ordinanza fa riferimento a prodotti schiumogeni di ogni tipo e sorta (bombolette, schiuma da barba, ecc.) «che possano imbrattare o molestare le persone o le cose, così come «altri prodotti o comunque sostanze che possano imbrattare le persone arrecando danno o molestia, insudiciando il suolo e i beni esposti al pubblico, fatta eccezione dei soli coriandoli e stelle filanti, anche spray». Gli obiettivi del provvedimento sono «evitare pericoli di salute o danni, in particolare agli occhi, tutelare dall’imbrattamento i cittadini, compresi i figuranti delle sfilate, mantenere il decoro della città, bloccare i venditori ambulanti abusivi».
Per chi viola l’ordinanza sono previste sanzioni da 25 a 500 euro, con il pagamento in misura ridotta di 100 euro.

L’ordinanza del sindaco punta a impedire il ripetersi di incidenti come quelli del 2006, quando oltre 120 giovani veronesi, per la maggior parte minorenni, dovettero addirittura ricorrere ai pronto soccorso per forti dolori agli occhi, bruciori e difficoltà visive. I feriti subirono abrasioni alle cornee e furono costretti a restare bendati per alcuni giorni. Dopo le denunce dei genitori fu anche avviata un’indagine dalla magistratura, poi archiviata. Già nel 2007 e 2008 provvedimenti sindacali e i massicci controlli della Polizia municipale hanno impedito il ripetersi di tali azioni. E proprio i genitori – raccomandano il comando di via del Pontiere – sono invitati a vigilare sugli acquisti dei propri figli di prodotti provenienti dalla Cina e privi di ogni tutela sanitaria.

Per venerdì gnocolar (20 febbraio) saranno presi provvedimenti viabilistici per consentire lo svolgimento della sfilata. Sarà vietata la sosta: in piazza San Zeno dalle 8 del 18 febbraio alle 8 del 21 febbraio; in corso Porta Nuova, lato civici dispari, dalle 8 alle 20 del 20 febbraio; nelle vie e piazze, su ambo i lati della carreggiata, interessati dal percorso della sfilata dalle 8 alle 20 del 20 febbraio; in piazza Bra (giro intorno ai giardini), via degli Alpini, largo Divisione Pasubio, stradone Maffei, stradone San Fermo, lungadige Rubele, via Ponte Nuovo, piazza Viviani, via Cairoli, piazza Erbe, corso Porta Borsari, via Adua, via San Michele alla Porta, via Diaz, corso Cavour, corso Castelvecchio, largo Don Bosco, via San Zeno in Oratorio, rigaste San Zeno, piazzetta Portichetti, via Barbarani, piazza Corrubio, piazza Pozza, piazza San Zeno, via Porta San Zeno, via Vittime Civili della Guerra (corso Milano, nel tratto tra l’intersezione con Porta San Zeno e l’intersezione con viale Colombo) e l’intersezione con viale Galliano.
Sarà vietato il transito: dalle 12 del 20 febbraio, e per la durata del passaggio del corteo, nelle vie e piazze elencate nei precedenti punti e interessate dal percorso della sfilata.

Dalle 12 fino alla fine della sfilata del 20 febbraio, vengono revocati i parcheggi dei taxi in piazza Bra e spostati in piazza Pradaval, nel tratto compreso tra il civico 2 e il civico 4, area in cui viene istituito il divieto di sosta per gli altri veicoli.

da l’Arena.it

Bocciata dal Tar del Veneto l’ordinanza anti-lucciole del sindaco di Verona Tosi

VERONA (9 gennaio) – Mentre il sindaco di Verona Flavio Tosi era impegnato a fronteggiare la protesta delle lucciole, che hanno manifestato contro l’ordinanza che di fatto vieta l’esercizio della prostituzione in casa, il Tar del Veneto ha provveduto ad annullare una precedente ordinanza emanata dal sindaco leghista in materia: quella dell’agosto 2008 che fissava maximulte (fino a 500 euro) per chi contratta in strada una prestazione sessuale.

A renderlo noto il Comitato per i diritti civili delle prostitute che aveva presentato ricorso al Tar lo scorso novembre e che esprime soddisfazione per questa sospensiva. «Finalmente uno spiraglio di giustizia – afferma Pia Covre, una delle fondatrici del Comitato – La sospensiva dell’ordinanza significa che i giudici hanno reputato fondato il nostro ricorso e che c’è qualcosa di effettivamente sbagliato nell’operato del Sindaco».

Il Comitato ha poi informato che le persone che, sulla base dell’ordinanza, hanno ricevuto una multa e che non l’hanno ancora pagata, possono fare opposizione al giudice di pace citando la sentenza del Tar, datata 8 gennaio 2009. L’ordinanza vietava di “contrattare o concordare prestazioni sessuali a pagamento”; vietava di “intrattenersi, anche dichiaratamente solo per chiedere informazioni, con soggetti che esercitano attività di meretricio”. Inoltre, identificava come operatrice del sesso anche solo attraverso “l’abbigliamento o le modalità comportamentali”.

da Il Messagero

A Verona la Carfagna non basta

Il sindaco Tosi: “Studiamo un’ordinanza per colpire la prostituzione nelle case”
Il primo cittadino scaligero: “Siccome sappiamo che le prostitute hanno beni di proprietà da colpire, si colpiscono economicamente”

Bologna, 10 settembre 2008- “Stiamo studiando un provvedimento per colpire la prostituzione anche al chiuso. Si tratta di un’ordinanza al limite della normativa su cui lavoriamo con molta attenzione che cerca di colpire chi fa quel tipo di attività negli appartamenti. Siccome sappiamo che le prostitute hanno beni di proprietà da colpire, si colpiscono economicamente”.

Questa l’idea su cui sta lavorando il sindaco di Verona ed esponente della Lega Nord Flavio Tosi, che ha annunciato questa nuova azione alla festa dell’unità di Bologna, durante un dibattito sulla sicurezza con il sindaco del capoluogo emiliano Sergio Cofferati.

In particolare, ha raccontato Tosi, il provvedimento parte dalla storia del complesso immobiliare vicino alla stazione di Verona all’interno del quale, riferisce il sindaco, “ci sono diversi appartamenti usati per la prostituzione. Eravamo riusciti a far sequestrare 21 di questi alloggi ma le donne hanno fatto ricorso e la Cassazione li sta gradualmente restituendo”. Il primo cittadino ha così deciso di intervenire a livello amministrativo per rispondere alle problematiche sollevate dai residenti della zona in termini di “sicurezza, decoro e svalutazione dell’immobile”.

Un dibattito all’insegna del fair-play, quello andato in scena al parco nord tra il sindaco del Carroccio e il collega del Pd. Nel corso dell’incontro Tosi ha sottolineato il legame tra “malagestione dell’immigrazione e l’aumento della criminalità”.”In altri Paesi d’Europa ci sono regole che noi neanche ci sognamo, qui invece l’immigrazione clandestina è a ‘go gò ed è normale che se il sistema non regge e se non ci sono controlli su chi entra, qualcuno delinque” sostiene Tosi che lancia anche un appello al governo perchè la Bossi-Fini “sia più stretta anche in termini di espulsione”. Il sindaco di Verona ricorda infatti che la proposta di legge “entrò in Parlamento in un modo e uscì in un altro, perchè allora nella maggioranza c’era l’Udc che ci mise del bello e del buono per depotenziare la legge”.

Tosi si dice poi favorevole all’arrivo dell’esercito per coadiuvare le forze dell’ordine in materia di sicurezza urbana e ricorda che a Verona “non ci sono più i vu cumprà”. “Abbiamo cominciato a multare con sanzioni fino a 1.000 euro chi comprava la merce contraffatta da questi poveri disgraziati che sono sfruttati dal racket”. Il dibattito con Cofferati, dunque, è sfilato via senza particolari sorprese e con applausi per entrambi i cittadini che hanno confrontato le loro ricette in materia di ordine pubblico e sicurezza per due città diverse ma accomunate da problemi simili a tutte le aree metropolitane.

da Quotidiano.Net

Prostituzione: regolare o vietare ?

“Tra gli altri aspetti dell’immigrazione clandestina c’è quello legato alla tratta di donne, un argomento che, legato a quello della prostituzione, continua a tenere banco, dopo che Mara Carfagna, ministra delle Pari Opportunità, ha annunciato che nelle misure  inserite nel disegno di legge in materia, al quale sta lavorando, la prostituzione di strada sarà reato e colpirebbe tanto i clienti quanto chi si prostituisce per strada o in luoghi aperti al pubblico.

Mentre un grande plauso a Carfagna giunge dalla Comunità Papa Giovanni XXIII – fondata da don Oreste Benzi, e che da oltre 20 anni opera per la liberazione delle giovani donne schiavizzate – convinta che se la proposta si concretizzerà, sarà un grande smacco verso il racket, Antonio Stango, del Comitato nazionale di Radicali Italiani risponde cheNon è criminalizzando milioni di persone  che si può combattere più efficacemente le organizzazioni criminali o migliorare l’ordine pubblico. Occorre piuttosto dare all’Italia al più presto una legislazione moderna, non ipocritamente moralistica, che sulla base delle positive esperienze della Germania e di altri Stati europei consenta a chi esercita liberamente la prostituzione di farlo con sicurezza, rispetto, garanzie sanitarie e previdenziali adeguate“. E conclude Stango: “La tassazione delle entrate da tale attività equivarrebbe a una manovra finanziaria e consentirebbe allo Stato di coprire sia i costi di migliori servizi sociali che quelli della necessaria lotta alle organizzazioni criminali, oggi rese più forti proprio dal proibizionismo“.

Anche in questo caso, gli Enti locali – sindaci in prima linea – si muovono adottando provvedimenti  in linea con quelli adottati dal governo o trovando altre forme di contrasto al fenomeno.

A Milano, Riccardo De Corato, vice sindaco e assessore alla Sicurezza del comune annuncia che già da questo mese la polizia municipale cercherà di colpire il fenomeno della prostituzione più capillarmente multando i clienti (500 euro la sanzione) ed effettuando’ i controlli servendosi anche della collaborazione dei cittadini che sul sito Google Maps hanno segnalato le zone della prostituzione milanese. “Faremo apposite verifiche con la mappa via web -spiega De Corato – per sapere se ci sono luoghi finora sfuggiti ai controlli. E con l’opportunita’ della specifica ordinanza che emaneremo a giorni, andremo a sanzionare anche in quei posti.” Gli introiti delle sanzioni serviranno per finanziare il progetto ‘Accoglienza vittime della strada’ che “dal 2001 a oggi- spiega il vice sindaco- ha permesso di salvare circa 500 donne dalla strada”. Sulla base dei dati forniti da De Corato, le operazioni di polizia, durante i controlli legati alla prostituzione, hanno portato a infliggere 2099 multe, a effettuare 2 arresti, 33 denunce, 7 accompagnamenti in Questura, 5 foto segnalamenti per stranieri irregolari, 7 fermi amministrativi di veicoli e a ritrovare 4 auto furtive.

Stesso provvedimento a Verona, dove, per stroncare l’esercizio della prostituzione su strada, la Giunta comunale, su proposta del Sindaco Flavio Tosi, ha deciso a fine luglio di elevare a 500 euro l’importo della multa per i clienti delle prostitute. ”Il Decreto Sicurezza del ministro Maroni, convertito in legge dal Parlamento – spiegava  Tosi – concede ai Sindaci la possibilità di graduare gli importi delle diverse sanzioni da 50 a 500 euro, in base alla gravità del comportamento di chi commette reato; è una norma importante, introdotta dal ministro proprio su nostra richiesta, perché amplia il potere dei sindaci in materia di sicurezza urbana, consentendo di emanare provvedimenti più incisivi ed efficaci rispetto al fenomeno da contrastare”. “In questo caso abbiamo deciso di applicare la sanzione massima di 500 euro per la violazione dell’ordinanza antiprostituzione: un deterrente ben più forte dei 36 euro per intralcio alla circolazione previsti dal codice della strada al quale, prima dell’entrata in vigore del Decreto Maroni, i Sindaci erano tenuti a richiamare le proprie ordinanze”. ”Lo scopo dell’ordinanza è quello di multare chi contratta prestazioni sessuali – conclude Tosi – per eliminare un fenomeno gestito da racket criminali che spesso riducono in schiavitù le donne da avviare alla prostituzione e per eliminare il degrado e il disturbo causato ai cittadini”.

In Liguria si pensa invece a Cooperative autogestite per l’esercizio della prostituzione. A proporlo il gruppo consiliare ligure di An.  Nei prossimi giorni verrà promossa una raccolta firme tra i cittadini liguri a favore dell’iniziativa di An. ”Con la nostra proposta di legge, che è aperta ai contributi migliorativi di chiunque -spiega  Gianni Plinio – si intende allontanare dalle vie delle nostre città l’esercizio della prostituzione e limitarlo, favorendo anche la creazione di cooperative autogestite e sottoponendolo a controlli sanitari e a imposizione fiscale, in case private. Occorre andare verso il superamento della ormai antiquata legge Merlin, reprimendo, con forza, la prostituzione a cielo aperto e lo sfruttamento di donne soprattutto minorenni e spesso tenute in condizione di schiavitù da parte del racket ma anche garantendo una certa libertà per chi intende esercitarla al di fuori da coinvolgimenti criminali”. ”Spero -conclude Plinio – che la sindaca Vincenzi valuti la bontà della nostra proposta e che una approvazione bipartisan del consiglio regionale ponga la Liguria all’avanguardia in Italia nel fronteggiare questa inquietante piaga sociale”.

Il Comune di Genova per arginare soprattutto la piaga dello sfruttamento sessuale ha dalla sua il progetto Sunrise, che dal 2000 a oggi lo ha impegnato in azioni volte a sostenere percorsi di liberazione a favore delle vittime. I risultati del progetto sono stati presentati nei giorni scorsi dall’assessora ai Servizi sociali Roberta Papi. Il progetto, con co-finanziamento del Ministero per le pari opportunità, realizzato in collaborazione anche con enti e associazioni che da tempo operano nella città, ha permesso a circa 900 persone di beneficiare del servizio: ascolto e accoglienza per le ragazze, in maggioranza immigrate, coinvolte nel racket della prostituzione che manifestino l’intenzione di cambiare stile di vita; costruzione di percorsi di uscita condivisi e attuabili; accoglienza in comunità e sostegno economico; sostegno psicologico e socio-educativo; sostegno per il rilascio del permesso di soggiorno; attivazione di percorsi formativi e di inserimento lavorativo. 150 finora quelle inserite in comunità e case protette. “Si tratta di donne portate nel nostro Paese con l’ingannevole illusione di un lavoro e poi avviate con violenza alla prostituzione. Grazie a Sunrice – ha spiegato Papi – le ragazze possono rivolgersi alle forze dell’ordine per sporgere denuncia nei confronti dei propri sfruttatori; quindi avviene la segnalazione all’Ufficio Cittadini senza territorio e l’inclusione nel progetto. Dall’Ufficio precisano inoltre: “Se la persona desidera uscire dal racket, ma, temendo ritorsioni sulla propria persona o sulla famiglia di origine, non si sente pronta per una formale denuncia, può rivolgersi direttamente al nostro ufficio o al numero verde nazionale 800.290.290 e formulare una richiesta di aiuto”

L’assessora Papi ha inoltre evidenziato la necessità di un piano nazionale capace di potenziare le relazioni diplomatiche con i paesi di provenienza delle persone sfruttate e di coordinare gli interventi e gli investimenti.”

Il primo protocollo d’intesa delle Marche per la realizzazione di politiche e interventi contro la tratta degli esseri umani è stato firmato il 30 luglio scorso ad Ascoli Piceno, presso la sede della Provincia, fra l’assessora provinciale alle Politiche Sociali Licia Canigola e i rappresentanti di quattro “Ambiti Territoriali Sociali” locali. Gli obiettivi del protocollo tra enti, istituzioni e privati sono principalmente quelli di ridurre il disagio e la condizione di vulnerabilità delle persone coinvolte nella prostituzione e in altri fenomeni di marginalità.

Il documento prevede anche lo sviluppo di iniziative di sensibilizzazione e prevenzione sul territorio del Piceno e nei paesi di origine delle vittime attraverso iniziative di raccordo in rete con le realtà locali e lo sviluppo di attività di promozione e cooperazione decentrata.

A Rimini è dal 1998 che il Comune multa i clienti, con sanzioni che vanno da 500 a 3 mila euro. Chi “esercita l’attivita’ di meretricio su strada pubblica” è invece passibile di una sanzione dai 100 ai 600 euro se “mostra nudità, indossa un abbigliamento indecoroso o indecente ovvero mostra nudità”. E’ tutto scritto nell’articolo 32 del regolamento e i controlli ci sono. A lottare contro il fenomeno sono prevalentemente i vigili urbani, soprattutto nei fine settimana estivi. A chi chiede o offre sesso a pagamento, il Comune applica di solito una sanzione pari al doppio del minimo previsto, ovvero mille euro per i clienti e 200 per le prostitute.”
da Delt@

Caccerebbero anche San Francesco

Verona – Due giovani siciliani  eremiti di un’ordine induista, Ananda e Nayana, hanno dovuto fare i conti con l’ordinanza che a Verona, vieta di chiedere l’elemosina.

I due eremiti si trovavano in una delle vie principali della città scaligera con la ciotola per le offerte in mano quando sono stati avvicinati da agenti della polizia municipale che hanno ricordato loro che non si poteva chiedere l’elemosina.

“Date le circostanze sembravano imbarazzati anche loro – hanno raccontato i due eremiti a l’Arena di Verona – ma sono stati inflessibili e così abbiamo dovuto rinunciare alla questua. Con leggi come queste, però, nessun eremita potrebbe più vivere. Pensare che non abbiamo avuto problemi neanche alla sede dell’Onu a Ginevra”. “Se venisse San Francesco – hanno detto i due sconsolati – caccerebbero anche lui da Verona”.

Ananda e Nayana, che vivono in una grotta a Pantalica, in Sicilia, si sono allontanati da Verona diretti a Padova. Poi potrebbero fare tappa a Venezia, altra città venta dove vige un’ordinanza anti-accattonaggio.