Martinsicuro vietato il sesso se rumoroso

(AGI) – Martinsicuro (Teramo), 17 set. – Fate l’amore… piano piano. Sesso si’, ma senza far rumore. Tempi duri per amanti troppo rumorosi, dunque, ma anche per le abitanti delle case a luci rosse. Clamorosa iniziativa del sindaco di Martinsicuro (Teramo), Abramo Di Salvatore, che si fa paladino di tutti coloro che sono stanchi di subire rumori molesti tutti i giorni e a tutte le ore, specie di notte. Il disturbo della quiete negli spazi condominiali diventa cosi’ punibile amministrativamente con una sanzione che arriva a 500 euro e che carabinieri e vigili urbani sono chiamati a far rispettare.
L’ordinanza sindacale punta soprattutto a far cessare gli abusi vocali di clienti e ‘lucciole’ che consumano sesso negli appartamenti a luci rosse.
Diventa essenziale la collaborazione con gli amministratori di condominio con i quali Di Salvatore ha avuto un incontro per spiegare l’ordinanza del sindaco di Martinsicuro. Saranno loro a poter raccogliere le varie segnalazioni e ad inoltrarle a polizia locale e forze dell’ordine.

da AGINEWS

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Panchine, a Sanremo seduti solo con la carta d’identità

21 luglio 2009 Paolo Isaia

Dopo le proteste per la fontana e gli scalini “vietati” in piazza Colombo, il sindaco Maurizio Zoccarato corregge il tiro. Da oggi, per bambini al di sotto dei 12 anni e per gli over 60 sarà infatti possibile tornare a sedersi sul bordo delle fontane della piazza, così come sugli scalini del solettone. Che rimangono ancora vietati, quindi, a chi ha un’età che va da 13 a 59 anni. Ora la polizia municipale, in caso di dubbio – bambini che sembrano più grandi o anziani che dimostrano meno dei loro anni – dovrà chiedere la carta di identità.

Sempre oggi potrebbe essere un giorno decisivo per la battaglia sui decibel tra i gestori dei locali di piazza Bresca e piazza Sardi e i residenti. Alle 11, in sala giunta, l’assessore alle Attività produttive Giulio Ghersi cercherà una mediazione tra le due parti. «In questa vicenda l’unica possibilità è ricorrere al buon senso, con l’obiettivo di fare andare d’accordo sia i titolari di bar, pub e ristoranti, sia chi, in quelle due piazze, vive e vorrebbe stare più tranquillo. Ho letto gli esposti presentati dai residenti in questi anni, certo non è un problema di facile soluzione, ma da qualche parte bisogna cominciare a gettare le basi. E spero che accada nell’incontro in sala giunta».

Da parte sua, il sindaco Zoccarato tiene a ringraziare i gestori perché contribuiscono a tenere viva la città, dall’altra gli stessi abitanti di piazza Sardi e piazza Bresca per la loro pazienza: anche le proteste sono sempre state civili.

Diverso il caso del degrado dovuto al comportamento non proprio educato di molti clienti dei locali. Al mattino, gli abitanti lamentano di dover fare lo slalom tra bottiglie, lattine e cartacce, spesso lasciate sui motorini parcheggiati in via Nino Bixio, utilizzati come poltrone. «Ho riferito la questione all’assessore all’Ecologia Antonio Fera, affinché vengano adottati i provvedimenti del caso, dando alle due piazze l’attenzione che meritano per quanto riguarda la pulizia». Più difficile sarà punire chi le sporca. In questo caso si pensa ad un intervento diretto dei gestori, attraverso una campagna di sensibilizzazione mirata a evitare quei gesti di maleducazione che in altre località ben più celebri di Sanremo per la “movida” non si vedono.

da IL SECOLO XIX

Ad Alcamo tutti a nanna sobri e (s)contenti

Il sindaco vieta di vendere e bere alcolici dopo le 21

Il sindaco di Alcamo, Giacomo Scala, ha vietato – con un’ordinanza – la vendita e la cessione, anche a titolo gratuito, di bevande alcoliche a partire dalle 21. L’ordinanza vieta anche di bere in luoghi pubblici.

L’iniziativa del sindaco segue di due giorni il provvedimento di chiusura di un wine-bar, aperto senza autorizzazione, e i cui titolari avevano abusivamente allestito un gazebo accanto al trecentesco castello dei Conti di Modica.

Secondo i dati del Sert (Servizio per le tossicodipendenze), ad Alcamo diminuisce sempre più l’età media dei consumatori di alcol.

Sicilia Informazioni

In Liguria è vietato conversare con donne fasciate da abito provocante

(Caterina Cossu ed Erica Manna – La Repubblica, edizione di Genova)

State intrattenendo una conversazione con una donna fasciata da un abito provocante in bilico sui tacchi a spillo? Vietato. Potrebbe «esercitare meretricio», e per il “contrattatore” – nonché per la signorina – la multa salata è in agguato. I bambini si lanciano la palla nella piazza davanti al Municipio? Proibito, gli schiamazzi disturbano. Amate pedalare sulla passeggiata in riva al mare? Per carità, la pavimentazione si rovina. E guai a girovagare lontano dalla spiaggia a torso nudo o in bikini: la pubblica decenza ne risentirebbe.

Benvenuti nell´estate del divieto. D´altronde, il ministro dell´Interno Roberto Maroni l´aveva detto: sindaci, siate creativi. Ebbene, anche in Liguria come fantasia non scherzano. E così, tra una proibizione e l´altra, per il turista l´estate in Riviera può diventare uno slalom. Tra cosa si può e cosa, invece, non si può proprio fare.

Ora ci si mette pure il londinese Independent on Sunday, a bacchettare il rigore nostrano: «Cari turisti, state attenti in Italia. Se esiste qualcosa di divertente, c´è una legge che la vieta».

Certo, in Liguria siamo ben lontani dal proibizionismo di certe città del Nord-Est, dove persino le panchine hanno il bracciolo centrale per impedire lo spettacolo degradante di chi si addormenta all´addiaccio. Ma alcune ordinanze hanno fatto scuola anche in Riviera. Come quella del sindaco di Venezia Massimo Cacciari: per contrastare la vendita delle merci contraffatte, nei comuni di Ventimiglia, Alassio e Finale ligure è vietato passeggiare con un voluminoso borsone al seguito. Chi ne viene trovato in possesso deve giustificare alle autorità la provenienza della merce.

Se avete una famiglia molto numerosa, poi, occhio a non affittare per le ferie un alloggio troppo piccolo: ad Albenga, il Comune ha stabilito il numero massimo di persone “al metro quadro”, a seconda della tipologia abitativa.

Vita dura, poi, per chi esercita il mestiere più antico del mondo: a Chiavari, rischiano la multa sia le prostitute che i clienti. Motivo? Intralcio del traffico e offesa della pubblica decenza.

Ma la palma del rigore va sicuramente a Sanremo, dove rischia di essere sanzionato chi si intrattenga su una strada pubblica, anche solo per chiedere informazioni, con chi «per le modalità comportamentali, manifesta l´intenzione di esercitare l´attività consistente in prestazioni sessuali».

Attenzione anche alla movida. Solo Bordighera tollera la musica alta fino alle 2 del mattino. E da Ponente a Levante sono sempre più numerosi i divieti di passeggiare con i contenitori di vetro. Alla Spezia, nel quartiere umbertino, fuori dai locali non si possono consumare alcolici dopo le 20. Nemmeno nei bicchieri di plastica.

Tempi duri anche per gli amanti dei bivacchi nei parchi e nelle piazze: a Sanremo è vietato sdraiarsi per terra negli spazi pubblici consumando alcolici. Ad Albisola Marina, per contrastare l´abitudine diffusa ad abbandonarsi a pennichelle all´ombra, un´ordinanza vieta di sdraiarsi nelle aiuole comunali. E ad Alassio, nei giardini pubblici, non si può nemmeno mangiare.

Orologio e calendario alla mano, poi, persino per la passeggiata di Fido. A Lerici i cani possono accedere alla scogliera sono in determinate fasce orarie: dal 13 agosto al 30 settembre solo dalle 20 alle 7.30 del mattino.

L’Italia, il Paese dove divertirsi è vietato

«Turisti attenti: se una cosa è divertente, l’Italia ha una legge che lo vieta»: con questo titolo il quotidiano inglese “Independent on Sunday” commenta la «tempesta di nuove regole e regolamenti che rischiano di trasformare il Bel Paese nel più grande stato-babysitter».

«Gli stranieri inconsapevoli rischiano pesanti multe se fanno cose che sono perfettamente legali da qualsiasi altra parte del mondo, eccetto in quella città o paese dove si trovano – scrive il giornale -. A Genova, per esempio, è ora illegale camminare per strada con una bottiglia di vino o una lattina di birra. A Roma è ok, ma se ti sdrai sotto un pino o sui gradini di piazza di Spagna per berla, o solo per mangiare un sandwich, il tuo comportamento “indecoroso” può essere penalizzato. Lo stesso se il tuo snack all’aria a aperta è seguito da un sonnellino».

Il giornale elenca molte delle ordinanze di quest’estate, e ricorda: «Il governo di Silvio Berlusconi può essere stato il primo al mondo a introdurre il ministero della Semplificazione con il compito di identificare ed abolire leggi inutili, ma nell’interesse di una maggiore democrazia a livello locale e della sicurezza, il suo ministro dell’Interno Roberto Maroni ha consentito a migliaia di fiori legali di sbocciare. Molte di queste ordinanze non verranno probabilmente mai fatte rispettare, ma sarà una scarsa consolazione per colui che dava da mangiare ai piccioni, che avrà una pesante multa tra i suoi souvenir delle vacanze».

da Il Secolo XIX