Protesta contro le ordinanze di alcuni sindaci. ‘Bacchettoni’

In Comune vestiti da prostitute, no alle multe per i clienti

(ANSA) – PISA, 21 GIU – Un centinaio di manifestanti vestiti come prostitute e’ entrato in aula durante il Consiglio comunale, a Pisa. La protesta e’ nata dopo che i sindaci di Vecchiano, San Giuliano Terme e Pisa hanno emesso un’ordinanza che multa i clienti che avvicinano le prostitute e le persone vestite in maniera indecorosa o succinta per adescare i clienti.

”L’ordinanza e’ moralizzatrice, bacchettona, e non affronta il problema nella sua vera complessita”’, hanno spiegato i manifestanti.(ANSA).

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Legge anti-kebab in Lombardia

“Vietate consumazioni sui marciapiedi”

Il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato una legge di sei articoli che vieta le consumazioni di cibo sui marciapiedi attigui ai locali di take-away. Saranno colpiti dal provvedimento le kebaberie, ma anche rosticcerie, pizzerie d’asporto e gelaterie. Insorgono tutti gli artigiani del fast food, oltre 6mila nella regione, contro il provvedimento proposto dalla Lega. Solo i sindaci potranno emendare alle nuove regole.

Sanzioni fino a 3mila euro, scrive in un articolo il Corriere della Sera. La legge era nata dietro la spinta della Lega, per arginare il fenomeno kebab, i locali arabi aperti giorno e notte, a centinaia solo nei capoluoghi. E per combattere gli assembramenti sui marciapiedi, fuori dai ritrovi etnici. Ma sei mesi di revisioni hanno trasformato il progetto di legge “anti-kebab”, per ammissione degli stessi esponenti della Lega, in un provvedimento punitivo per tutti gli artigiani del fast-food.

Il provvedimento impone anche limiti contro l’inquinamento acustico e orari rigidi, anche se non da coprifuoco come chiedeva una delle prime stesure del testo. Saracinesce chiuse all’una di notte, posate e bicchieri usa e getta. Tassativamente vietato consumare sui marciapiedi fuori dai locali. “Consentita l’apertura dalle 6 del mattino alla una del giorno dopo — spiega Daniele Belotti, bergamasco e consigliere della Lega —. I kebab fino ad oggi non avevano orario”. “Uno strumento in più per la sicurezza”, aggiunge il capodelegazione del Carroccio in giunta, Davide Boni.

Ma a far discutere è l’articolo 2, comma 2, che “vieta il consumo dei prodotti negli spazi esterni al locale”. Cavillo necessario, come spiega il relatore della legge, Carlo Saffioti del Pdl, “per evitare che tali locali chiedano l’autorizzazione ad installare un dehor”. Non una panchina, né sedie o ombrelloni di fortuna. Comma necessario forse, ma anche ambiguo quanto basta. “Serve a evitare assembramenti”, dicono dal fronte Lega.”Penalizzante per tutti. Ci vietano pizza e birra. Ci penseranno i vigili ad allontanare gli avventori?”, aggiungono dal centrosinistra Carlo Monguzzi dei Verdi e Ardemia Oriani del Pd.

da Tgcom

Dall’alcol alla prostituzione, boom di ordinanze dai sindaci del Nord: sulla sicurezza battono il Sud

E’ la Lombardia la regione in cui si registra il maggior numero

Dall’alcol alla prostituzione, boom di ordinanze dai sindaci del Nord: sulla sicurezza battono il Sud

Oltre il 66% dei provvedimenti comunali sulla sicurezza urbana è stato emesso da primi cittadini del Nord Ovest e del Nord Est. Solo il 6,7% è stato firmato dai sindaci delle Isole, mentre nel Centro e Sud l’11,7% e il 14,9% del totale. I dati emersi da una ricerca condotta da Anci e Cittalia.

Novara, 23 mar (Adnkronos) – Il 66,7% delle ordinanze comunali sulla sicurezza urbana, rese possibili dai nuovi poteri previsti dal decreto Maroni, e’ stato emesso da Sindaci del Nord Ovest e del Nord Est (rispettivamente il 40,3% e 26,4%). Solo il 6,7% delle ordinanze e’ stato firmato dai Sindaci delle Isole, mentre nel Centro e Sud le ordinanze adottate sono rispettivamente l’11,7% e il 14,9% del totale. Sono i dati emersi da una ricerca condotta da Anci e Cittalia analizzando 600 ordinanze emesse in base al decreto che ha ampliato ipoteri di ordinanza dei sindaci. I risultati dello studio saranno presentati ufficialmente oggi a Novara, nel corso di un convegno organizzato da Anci al quale interverra’ il ministro dell’Interno, Roberto Maroni.

Da quando il decreto del ministro dell’Interno e’ entrato in vigore, lo scorso 5 agosto, si evince ancora dall’indagine, il tema maggiormente regolato dai primi cittadini e’ stato il divieto di prostituzione (16%), seguito dal divieto di consumo di somministrazione di bevande (13,6%), dal vandalismo (10%) e dall’accattonaggio molesto (8,4%). Secondo l’indagine, e’ la Lombardia la regione in cui si registra il maggior numero di ordinanze: in 82 comuni (il 5,3% dei comuni lombardi) sono stati emessi 144 provvedimenti.

Significativi i dati di Emilia Romagna, Toscana e Veneto, in cui, pur essendo stato emesso un numero assoluto inferiore di ordinanze (rispetto alla Lombardia), si registrano percentuali piu’ elevate di coinvolgimento dei comuni. Infatti, il 7,6% dei comuni emiliano- romagnoli, il 7,7% dei comuni toscani e l’8,6% di quelli veneti hanno assunto provvedimenti in materia di sicurezza sulla base della legge e del decreto del ministero dell’Interno.

Le nuove ordinanze sulla sicurezza urbana sono state complessivamente firmate dai sindaci di 318 comuni: il 24% e’ stato emanato in comuni con popolazione compresa tra i 5 e i 15 mila abitanti, il 28% tra i 15 mila e i 50 mila e l’11% tra i 50 mila e i 100 mila. I comuni con oltre 250 mila abitanti hanno emesso l’8% del totale delle ordinanze. Ma sottolinea l’indagine che le citta’ con questa popolazione sono in tutto 12 (su un totale di circa 8.000 comuni), e tra queste ben 9 hanno emesso un’ordinanza, ovvero il 75% del totale. Analogamente nei comuni con popolazione tra i 100 e i 250 mila abitanti l’81% dei sindaci ha emesso un’ordinanza. Al contrario sono solo il 5,7% dei comuni con popolazione tra i 5 e i 15 mila abitanti e l’1% dei piccoli comuni ad aver assunto provvedimenti in materia di sicurezza urbana.

Anci e Cittalia, attraverso un questionario, hanno anche raccolto il punto di vista dei sindaci di 109 Comuni rappresentativi di tutte le Regioni, per comprendere quali siano gli interventi per la promozione della sicurezza urbana considerati prioritari per il territorio da loro amministrato. Tra le priorita’ d’intervento segnalate dai primi cittadini ci sono il rafforzamento della polizia locale e l’adeguamento tecnico strumentale della stessa (35,9%), gli interventi di riqualificazione urbana e contrasto al degrado (25,2%), la prevenzione sociale e l’educazione alla legalita’ (24,8%) e il sostegno alle vittime dei reati (14,3%).

E’ stata infine realizzata, nel mese di gennaio scorso, un’indagine campionaria sui residenti delle grandi citta’ italiane , proseguendo cosi’ il lavoro di ricerca gia’ avviato con un’indagine sulla percezione dell’insicurezza nei piccoli Comuni. Secondo i residenti delle grandi citta’ l’insicurezza e’ dovuta innanzitutto al cattivo funzionamento della giustizia (36,7%), mentre viene percepito in modo molto meno pressante il tema della insufficienza delle forze di polizia (17%) e anche il problema, sia pure sentito, dell’immigrazione (24%). A seguire, le cause dell’insicurezza sono la ”mancanza e la precarieta’ del lavoro” (36%), e l’aumento delle diseguaglianze e la crisi economica (26%) a conferma di un senso di incertezza che mette assieme, nella vita quotidiana, i problemi dell’ordine pubblico e quelli della sicurezza sociale.

Nelle 11 citta’ prese a campione, la precarieta’ lavorativa ed economica (32%) fa comunque piu’ paura della microcriminalita’ (30%). Complessivamente, l’insicurezza economica (intesa come precarieta’ lavorativa e timore per la perdita del proprio attuale tenore di vita) pesano per il 50% sulle paure dei cittadini. La maggioranza dei cittadini di Venezia (81%), Cagliari (77%), Firenze (62%), Genova (55%), Milano (52%) Torino (51%) e Bologna (51%) considera la sua citta’ un luogo molto o abbastanza sicuro. Negli altri casi, invece, a prevalere e’ la percezione di insicurezza: Roma (55%), Bari (62%), Palermo (70%) e Napoli (91%). Ma la ”geografia dell’insicurezza” varia notevolmente anche in relazione ai singoli fattori di rischio.

da ADNKRONOS.COM

Tolleranza zero, è l’estate dei divieti

ROMA – Attenti ai piccioni. A Lucca, dargli da mangiare può costare caro: fino a 500 euro di multa. Frenate, poi, le vostre effusioni: per un bacio in auto a Eboli si sborsano 500 euro. Organizzate una festa con fuochi d’artificio? Ricordate che a Positano sono vietati ogni giorno, tranne il sabato. E poi, dite addio ai massaggi sui litorali. Ogni estate ha i suoi divieti, si sa. Ma questa del 2008 rischia di diventare un percorso a ostacoli. Complice il decreto Maroni, che incoraggia la “creatività” dei sindaci a colpi di ordinanze.

In effetti i primi cittadini, ora “ufficiali di governo”, stanno dando prova di grande fantasia. I divieti? Dai più seri, ai più futili. Tra i primi, quelli che colpiscono l’accattonaggio (ad Assisi, Verona, Venezia, Firenze), la prostituzione di strada con maximulte ai clienti (a Padova, Verona, Silvi, Pescara), gli ambulanti abusivi e il trasporto di merce in borsoni (a Venezia, Alassio, Roma, Cortina d’Ampezzo, Forte dei Marmi).

Un pacchetto d’ordinanze, questo, che è direttamente figlio del decreto legge del 5 agosto scorso, relativo ai nuovi poteri dei sindaci. Altri divieti, che colpiscono a pioggia i comportamenti più vari, sono invece usciti dai cassetti dei Comuni ben prima del via libera dato dal Viminale. Capostipite, l’ordinanza anti-lavavetri di Firenze, del 27 agosto 2007.

A Positano, da fine giugno scorso i “botti” sono vietati nelle feste private, tutti i giorni a eccezione del sabato dalle 20.30 alle 23. Le multe? Da 50 a 500 euro. Il sindaco di Forte dei Marmi, Umberto Buratti, invece, ha deciso di vietare l’uso del rumoroso tagliaerba nel pomeriggio e durante il weekend. Ben oltre si è spinto il 2 agosto scorso, il sindaco di Eboli: ha infatti deciso di istituire una multa fino a 500 euro per chi viene trovato in auto in atteggiamenti amorosi.

A Lucca, il nemico è il piccione e chi gli dà da mangiare: la multa può andare da 25 a 500 euro. Sotto attacco sono poi le panchine di mezza Italia: a Voghera, il vicesindaco Graziano Percivalle (Udc) le vieta a partire dalle 23 a gruppi composti da più di tre persone; a Viareggio, invece, nei mesi di luglio e agosto è vietato appoggiarvi sopra i piedi. A Novara, il primo cittadino Massimo Giordano proibisce la sosta notturna nei parchi a più di due persone.

Attenti anche in spiaggia: a Massa Carrara non si può cucinare dentro le cabine degli stabilimenti; ad Eraclea, guai a costruire castelli di sabbia; a Is Aruttas (Olbia) multa fino a 360 euro per chi fuma in spiaggia. Non va meglio in città: a Genova dall’8 agosto scorso, non si può passeggiare con una bottiglia di bevanda alcolica in mano, tra i carrugi del centro storico. Vietato, poi, in molte città (ad esempio Capri) girare a torso nudo o in bikini.

Per non essere da meno degli enti locali, anche il governo nazionale impone i suoi divieti estivi. Con un’apposita ordinanza, infatti, il sottosegretario al Welfare, Francesca Martini, ha proibito qualche giorno fa i massaggi lungo i litorali, per “prevenire gli effetti pericolosi che possono essere generati dalla pratica sulle spiagge di prestazioni estetiche o terapeutiche, da parte di soggetti ambulanti non in possesso di adeguata preparazione e competenza”.

C’è invece chi i divieti decide di toglierli. Il 13 agosto, un uomo che leggeva un libro sdraiato sul prato di Campo Marzo a Vicenza è stato multato di 50 euro, in base a un’ordinanza del 2002, che vietava di adagiarsi sull’erba di alcuni giardini pubblici. Divieto, che il Comune ha deciso però di togliere per permettere di “stendersi sull’erba: cosa che tranquillamente avviene in tutti i più bei parchi del mondo”.

di vladimiro polchi – 15 agosto 2008 
 
 da Repubblica.it