Protesta contro le ordinanze di alcuni sindaci. ‘Bacchettoni’

In Comune vestiti da prostitute, no alle multe per i clienti

(ANSA) – PISA, 21 GIU – Un centinaio di manifestanti vestiti come prostitute e’ entrato in aula durante il Consiglio comunale, a Pisa. La protesta e’ nata dopo che i sindaci di Vecchiano, San Giuliano Terme e Pisa hanno emesso un’ordinanza che multa i clienti che avvicinano le prostitute e le persone vestite in maniera indecorosa o succinta per adescare i clienti.

”L’ordinanza e’ moralizzatrice, bacchettona, e non affronta il problema nella sua vera complessita”’, hanno spiegato i manifestanti.(ANSA).

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Altopascio: firmata l’ordinanza anti prostituzione, in vigore dal primo febbraio

Il sindaco di Altopascio Maurizio Marchetti ha firmato l’ordinanza anti prostituzione a Altopascio, con particolare riferimento per quella femminile nella zona della Bientinese e quella omosessuale nell’area del casello autostradale. Il provvedimento entrerà in vigore il primo febbraio in via sperimentale per sei mesi. Previste multe per i clienti. Maggiori controlli delle forze dell’ordine.
Il primo cittadino coglie l’occasione per rispondere alle esternazioni del segretario Pd Bicocchi: “Come sempre in cerca di visibilità, il segretario di un partito che ha cambiato dieci direzioni in pochi anni attinge al prontuario delle frasi fatte e descrive Altopascio in un modo caricaturale che non ha alcuna attinenza con la realtà. Purtroppo queste persone sono da noi da poco tempo e si fidano di quello che viene loro raccontato. In realtà su questo tema, come per la sicurezza generale, abbiamo sempre lavorato con grande attenzione e questa ordinanza segue altre iniziative di questo tipo. I cittadini altopascesi non hanno bisogno che ci siano persone che solo da pochi anni abitano a Altopascio che vengano a raccontare storie”.

da ALTOPASCIO.INFO

La torre di Pisa sulla mutanda no !

La Torre di Pisa sulle mutande diventa un simbolo fallico

PISA – La Torre di Pisa riprodotta su un paio di mutande come simbolo fallico e’ ”una sconcezza che deve finire”.

Lo ha detto il sindaco Marco Filippeschi aggiungendo anche la sua voce contraria a quella della curia arcivescovile e dell’associazione degli Amici dei Musei che hanno denunciato la vendita di ”souvenir brutti e volgari” nelle bancarelle di piazza dei Miracoli, dove il campanile di Bonanno Pisano e’ stampato come simbolo fallico su alcune mutande in vendita a 7 euro.

La Chiesa pisana e’ indignata: ”Quei souvenir – ha detto in un’intervista pubblicata oggi dal quotidiano il Tirreno il vicario diocesano, monsignor Enzo Lucchesini – sono una vergogna, non solo per i fedeli ma per tutta la citta’. E’ un’assoluta mancanza di rispetto, queste forme di pubblicita’ sono un segno di decadenza dei nostri tempi”.

La Diocesi chiedera’ all’Opera primaziale, l’ente proprietario della piazza dove i venditori di souvenir mettono in mostra le mutande sotto accusa, di prendere provvedimenti, ma intanto il sindaco annuncia gia’ che e’ pronto a fare la sua parte e a vietare ”come gia’ fatto anche in passato, la vendita di oggetti che mancano di rispetto ai luoghi” perche’ ”ci sono regolamenti comunali che stabiliscono in modo chiaro quali merci possono essere vendute e quali no: coloro che non li rispetteranno saranno sanzionati”.

da BlizQuotidiano.it

Pisa – Accendi il lumino o ti faccio la multa

Pisa – Come da tradizione, anche quest’anno, si celebra la famosa festa (religiosa) di San Ranieri.

Stradine illuminate, gente in festa e movimento per le strade. Del resto ogni festa patronale è per lo più un momento corale, di gioia cittadina.

Ad inasprire un po’ i toni della prossima celebrazione del santo ci ha pensato, come detto prima, lo stesso primo cittadino di Pisa, che con un’ordinanza, ha obbligato tutti i cittadini residenti nei Lungarni ad appendere alle loro finestre o porte, un lumino ed una sagoma bianca, entrambi offerti dal comune.

L’ordinanza trova l’appoggio della legge nel pacchetto del Ministro Maroni, nella sezione dedicata alla possibilità di intervento dei sindaci per bloccare le situazioni di degrado. Anche se l’interpretazione sembra un po’ forzata, il signor Marco Filippeschi, ha pensato bene di comunicare questo messaggio, o meglio ordine, alla popolazione.

La vera motivazione sarebbe da ricercare nella poca attenzione riservata dai pisani a questa festa e soprattutto alle scarne decorazioni degli anni precedenti.

Intanto chi abita nella città della Torre pendente non ci sta. Ed anche se il primo Aprile è lontano, tutti sono sempre più convinti, che quest’ordinanza, sia un enorme … “bischerata”.

da Notiziario Italiano

Ad Arezzo ordinanza contro le “Api”

Ordinanza del sindaco sulle “ Api “.

L’estetica della città c’interessa, la sua cura, la sua bellezza, ci stanno a cuore e per questo l’Osservatorio DEMOS s’impegna nella battaglia di “ liberazione” di Arezzo dalla fastidiosa presenza delle Api pubblicitarie e di tutta quella pubblicità invasiva che la deturpa, la rende sciatta, ne sporca l’immagine. Invasione di una pubblicità che si fa sempre più pesante e che “ straccia “ anche belle iniziative come le feste dell’aquilone.

Ormai le Api pubblicitarie le troviamo disseminate in tutta la città, appaiono con pubblicità sgargianti e talvolta “ sgangherate “, fanno a cozzi letteralmente con la proposta della città d’arte, dell’idea di una Arezzo che vuole essere “ capitale “ della Toscana orientale, una pubblicità selvaggia che i cittadini mal sopportano come si evince dai messaggi e interventi sulle agenzie e nei siti di opinione pubblica.

Per questo l’iniziativa di DEMOS : il sindaco con una ordinanza vieti all’interno del perimetro urbano la permanenza delle Api pubblicitarie, la sosta selvaggia di messaggi invasivi.

La richiesta viene indirizzata all’autorità municipale e all’intero consiglio comunale, per il decoro della città, per la sua promozione turistica, per la sua crescita nel presentarsi con un alto valore identitario: città d’arte, “ capitale “ culturale “ fiera delle sue origini e proiettata in Europa, ponte verso la sua vocazione orientale.

da Arezzo Notizie

Ubriaco fa pipi’ a Siena, 200 euro di multa

SIENA – Erano ubriachi e uno di loro ha fatto pipì per terra. La polizia lo ha sorpreso e gli ha dato due multe, una di 102 euro per l’ubriachezza e una seconda di 100 euro per aver commesso atti contrari alla nettezza dei luoghi e al decoro.

All’amico, alterato dall’alcol anche lui, è toccata la multa da 102 euro. Il fatto è accaduto la scorsa notte, protagonisti due ragazzi, un senese di 28 anni e un calabrese di 26.

Durante un ordinario servizio di controllo nel centro della città, alcuni agenti della questura di Siena hanno visto i due giovani che cercavano di nascondersi tra le logge di una piazza. Una volta avvicinati, i poliziotti si sono accorti che i due erano completamente ubriachi e che uno dei due stava facendo pipì per terra.

Date le condizioni di alterazione alcolica, i giovani sono stati accompagnati in questura per l’identificazione e multati di 100 euro ciascuno per l’ubriachezza e ad uno dei due è stata aggiunta anche una sanzione di 100 euro per aver commesso atti contrari alla nettezza dei luoghi e al decoro.

da ANSA.IT

Lucca, stop ai ristoranti etnici

Salvaguardare la tradizione

I titolari degli esercizi dovranno sorvegliare che gli avventori non consumino in strada e non vadano a sedersi sui monumenti nelle ore notturne. Proteste da parte dei giovani

LUCCA – Lucca dice basta ai ristoranti etnici. Il nuovo regolamento del Comune (guidato da una giunta di centrodestra) per bar locali e ristoranti, licenziato in consiglio comunale giovedì scorso, prevede che, nel centro storico del capoluogo toscano (inteso dentro ai quattro chilometri quadrati delle mura urbane) “al fine di salvaguardare la tradizione culinaria e la tipicità architettonica, strutturale, culturale, storica e di arredo non è ammessa l’attivazione di esercizi di somministrazione, la cui attività svolta sia riconducibile ad etnie diverse“. E la norma vale anche in caso di subentro.

Tra le prime ‘vittime’ ovviamente i venditori di kebab, ma di fatto, la regola si può applicare anche ad altre cucine, come quella messicana, indiana o francese. A Lucca, quindi, si può mangiare solo italiano, anzi, preferibilmente ‘lucchese’. In un altro punto, infatti, è previsto che nei menù deve essere presente almeno un piatto tipico lucchese, preparato esclusivamente con prodotti comunemente riconosciuti tipici della provincia di Lucca.

E il Comune, nel varare il nuovo regolamento, ha pensato anche agli arredi che devono essere ‘confacenti al centro storico stesso’, e ha specificato che i locali devono fornire: ‘sedie in legno, arredamento elegante e signorile anche nei dettagli’, al personale che deve essere ‘fornito di elegante uniforme adatta agli ambienti nei quali si svolge il servizio e dovrà ‘essere a conoscenza della lingua inglese’.

A Lucca, come in moltissime città i locali hanno assunto il ruolo di luogo di ritrovo per i giovani, che spesso si fermano a chiacchierare fuori: il Comune ha voluto porre un freno anche a questo, prevedendo che sia il titolare a dover sorvegliare che gli avventori non consumino in strada ‘creando, con questo comportamento, raduni di persone che ostacolino il normale scorrimento veicolare e/o pedonale, impediscano il riposo dei cittadini nelle ore notturne, diano origine a risse e incidenti o ostruiscano il normale accesso alle abitazioni’.

Sempre il titolare, poi, dovrà aver cura che i giovani non vadano a sedersi sui gradini di monumenti, in luoghi destinati al culto nei pressi del locale o in luoghi di interesse storico, artistico o aree pubbliche. Un provvedimento che i giovani lucchesi non hanno accettato bene, tanto che già si sono sollevate le prime voci di protesta.

(26 gennaio 2009)

da La Republica